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FEDE E SAGGEZZA / Il vero lettore, eroe dei nostri tempi

By Rai Vaticano | Dicembre 30, 2012

Davvero il tempo divora le cose. Lo spettacolo è sotto gli occhi di tutti e sempre, al punto che il terzo millennio appare già abbastanza lontano dai suoi inizi, per il gruzzolo di anni ormai trascorsi. È in arrivo il 2013, e chissà come sarà. Il tempo che passa dà la sensazione della costitutiva fragilità delle cose e può infondere un desiderio di silenzio e di oblio, per ritrovare in sé qualcosa che sembra dover essere protetto, per non finire  risucchiato nell’abisso delle cose che non sono più. Un po’ per motivi pratici e un po’ per questo sentimento inafferrabile e indistinto, concludo ora questa rubrica,  ringraziando e salutando chi di dovere con un pezzo dedicato alla comunicazione. La scelta di questo tema è un segno dell’attrattiva che lega spesso i contrari, nel pensiero come negli eventi della vita.

È quasi d’obbligo, iniziando,  porre l’accento sull’enorme spazio che la comunicazione occupa oggi in ogni settore della nostra attività. Pochi decenni fa, per avere la radio bisognava, di fatto, essere giunti a un certo livello, anche economico, della scala sociale. Vedendo le apparecchiature in uso sino attorno alla metà del secolo scorso, i ragazzi di oggi si sbellicherebbero dalle risa. Buon per loro, perché in questo modo scomparirebbe dalla loro mente il lungo elenco dei motivi per i quali sarei portato a credere che ormai, per loro, resti ben poco di cui essere lieti. Ai nostri giorni i mezzi di comunicazione sono di massa, e hanno a disposizione tramiti di varia natura e specie: libri, riviste e giornali, la televisione in un’infinità di canali, lo sterminato ambito creato dalle invenzioni irrefrenabili dell’informatica, che sembrano scombinare il mondo, non senza trepidazione, da parte nostra, se ci interroghiamo sul volto che,  in futuro, esso avrà. Si tratta di valanghe e di oceani, ma, di grazia, che effetto fa tutto ciò su di  noi? Se vale ancora il detto latino, di facile intelligenza, in cui si proclama «omnia praeclara rara», già dovremmo provare qualche brivido. Dati, pensieri, cronache, commenti senza fine ci invadono senza sosta, e i libri, sfornati a getto continuo, vengono reclamizzati con le tecniche ormai collaudate per i giubbotti e le calzature.

Per questi ultimi prodotti è facile orientarsi nelle scelte, perché sono possibili verifiche inconfutabili. Non è così per i libri, di fronte ai quali la forma di difesa più in uso pare sia il distacco totale, cioè il non leggerli più. Credo che il lettore per intero di un libro scritto con impegno ed erudizione, sia, oggi, una sorta di marziano, un eroe dei nostri tempi, vero autore del «monumento che avrà vita più del bronzo», di cui si gloriava Orazio. Si rimedia all’impasse organizzando presentazioni con annesso buffet, e tutto perché, oggi, ha accoglienza solo ciò in cui si seguono le norme della gestione aziendale. La pubblicità forgia, infatti, le nostre menti e guida i nostri passi. Bisogna dire e ridire le stesse cose, e i martellanti inviti finiscono per produrre certezze, anche se, in fondo, operano gli stessi meccanismi su cui regge il monito: «calunniate, calunniate: qualcosa resterà». 

Ancor più esilarante è la situazione quando ai mass media si ricorre per le procedure a cui deve sottostare chi si impegna nell’agone politico. Gli articoli dei giornali e i resoconti degli eventi sono piegati in tutte le possibili direzioni, e si ha l’impressione che si vada da «un cane morde Pierino» a «Pierino morde un cane». La frase riferita mostra fra l’altro quanto sia funesta, nelle lingue moderne, la scomparsa delle desinenze, che consentivano quasi sempre, in quelle antiche, di distinguere tra il soggetto e il complemento oggetto. Abbiamo gironzolato oltre misura, in vagabondi pensieri, magari approfittando di quanto, nell’intreccio delle parole e dei pensieri, può sempre essere orientato e modellato a vari fini. È proprio ciò che avviene nel mare magnum dei mass media, di cui abbiamo indicato smarrimenti e colpe.

Bisogna, dunque, dire che è fatale il precipizio, in cui da molte parti oggi si piomba, comunicando il pensiero e diffondendo quella che dovrebbe essere la verità? Spero non si tratti di una vera e propria fatalità, anche se, nei confronti di questo peccato, è difficile trovare chi possa scagliare la prima pietra. Non lo facciano comunque, contro di me, quanti (se mai ci fossero) hanno posato talora lo sguardo sui testi di questa rubrica. A loro giunga il mio commosso e cordialissimo grazie, con i più fervidi auguri.

Giuseppe Cremascoli

 

Topics: Dibattiti | 5 Comments »

5 risposte per “FEDE E SAGGEZZA / Il vero lettore, eroe dei nostri tempi”

  1. Adriano da Cingoli scrive:
    Febbraio 28th, 2013 alle 19:46

    Quando l’Individuo è immerso nel fare dimentica il tempo ed il tempo si dimentica di avere un orologio o una meridiana; oppure che è meglio tu sei nel tempo stesso ciò che devi essere.
    Ieri sera mentre eravamo a letto, mia moglie ed io, ho parlato dicendole che il Saggio dubita sempre ed ancora di più che la Persona Saggia confida sempre in Dio ma si ingegna in mille modi per fare da solo.
    Sono parole forse difficili ma chiedo sempre a Dio di darmi la sua presenza così che io viva alla sua presenza ed oggi mi ha confortato sempre, ogni momento.
    orse non rispondo direttamente al Sig.r Cremascoli ma una cosa è sicura e certa; Dio è sempre vicino a chi confida in Lui.
    Io sono la Pace dice Gesù e noi siamo la Pace?

  2. Francesca scrive:
    Febbraio 6th, 2013 alle 11:33

    A Monsignor Giuseppe Cremascoli
    Bisogna, dunque, dire che è fatale il precipizio, in cui da molte parti oggi si piomba, comunicando il pensiero e diffondendo quella che dovrebbe essere la verità?
    Monsignore, non getti la spugna. Anche in un blog il bel parlare torna tutto a vantaggio della fede e della saggezza che sembra retrocedere come presenza nella società, inseguita da volontari che cercano di riaf ferarla per riproporla domandandosi dove il perché di quanto sta succedendo. Proprio oggi una notiziola che, anche se meno peggio di altre quotidiane, è apparsa su “la stampa” e fa pensare a come sia difficile recuperare quei giovani che si divertono a comportandosi male con uno spirito che ha del fanciullesco ma che fanno cose gravi come derubare una prostituta e per il fatto che questa fosse extracomunitaria sembra apparire come azione meno grave. Credo, monsignore che qui se mai hanno varcato una scuola, la cultura sembri non aver lasciato orma nell’intelletto e la mancanza di valori assente nel loro io. Ecco perché ho pensato di rivolgermi ancora a “Fede e Saggezza” Se sembrano più pochi i lettori, ma anche lo scrittore getta la spugna, è un venir meno anche di quell’aiuto che si può far giungere, non importa saperlo, attraverso una buona digitale comunicazione. I giornalisti sono reporters di notizie, un altro è il loro lavoro, favorisce soltanto l’opinione tra persone, ha lo scopo a sua volta di interessare la carta stampata di giornali, riviste, ma la ricerca delle cause profonde di mali che sono nella società, può meglio una penna che sa scrivere affondando nel calamaio dove scienza-cultura e valori sono pane per una società che non voglia buttarsi nel baratro ma continui a credere di poter nuovamente imboccare la via maestra. Il modello di comunicazione digitale ha regole che se da una parte soddisfa per rapidità, richiede risposta concisa, non consente tanto a riflessione ma piuttosto a ricevere rapida risposta, – come i talk-show televisivi, a domanda risposta. e vorrei aggiungere che senza forse al dottor Giuseppe De Carli avrebbe desiderato ospitare e continuare, il Diario come il Suo Monsignore, perché egli aveva a cuore il sostenere il credo tra Chiesa e il popolo che la desidera seguire. Grazie per l’attenzione
    Francesca

  3. giuseppe cremascoli scrive:
    Dicembre 31st, 2012 alle 23:00

    Cara Francesca e caro Dott. Stagnaro,
    leggo con animo grato e commosso e presento i più fervidi auguri. Giuseppe Cremascoli

  4. Sergio Stagnaro scrive:
    Dicembre 31st, 2012 alle 13:50

    Caro Giuseppe Cremascoli, mi associo alla cara Francesca nel porgerle i migliori Auguri di un Felice 2013. Ancora una volta, lei ci ha indirizzato pensieri di saggezza antica, di cui abbiamo bisogno ora più che mai, del tipo di quella saggezza giuntaci attraverso incisioni nel marmo e nella pierta, o scritta su perganena o altro materiale. Sugli insegnamenti di quei Maestri di Sapienza ci siamo formati, prim sui banchi di scuola – medie, ginnasio, liceo classico – e, poi, diventati precocemente adulti nella coscienza noetica e morale, all’università, dove abbiamo conosciuto l’ambiguità del mondo che ci attendeva e nel quale abbiamo trascorso una lunga vita, “castigata vivendola”, tra sorrisi e lacrime, gioie e dolori. Ora, dove di vivo ci restano solo gli “occhi”, come direbbe Nietzsche, vediamo la realtà immersa in una luce differente, più spirituale, dai contorni più netti e proviamo una felicità che è acerba, purtroppo. Tuttavia, a differenza di Nietzsche, noi, che conserviamo la Fede, nonostante i molti, dentro e fuori il Vaticano, che la mettono a dura prova giorno dopo giorno, sebbene irrimediabilmente debilitati nel fisico ed invecchiati soprattutto dentro, rusciamo a trovare nel profondo di noi stessi un residuo di forza, spirituale e fisica, e, come personaggi di Gottfried Benn, ci rimettiamo in gioco: Apréslude. Non ci faccia mancare le sue parole dal profumo “di giardino invecchiato nel cielo”.

  5. Francesca scrive:
    Dicembre 31st, 2012 alle 11:51

    Monsignore, spero che l’augurio con il quale chiude questo su” Fede e saggezza “ non significhi una interruzione in questo blog dove si ha il piacere di leggerLa. E’ pur vero che c’è un proliferare di libri dove le pagine bianche e gli spazi bianchi fanno pensare che gli scrittori abbiano avuto molto poco da esprimere se non il riscrivere in modo più ampio quello che gli articoli di giornali quotidiani riportano, però il piacere di un buon libro rimane e rimarrà malgrado tutto sembri preferito ad essere riportato in un mezzo moderno quale è il Web, Questo nuovo mezzo di comunicazione non è poi così sicuro come la carta stampata, basta staccare la spina e che non vi sia batteria carica e tutto è morto, sparito mentre invece il libro è cosa che anche invecchiata è caro prendere tra le mani, posato sul comodino come la Bibbia – a portata di mano, o il vecchio libro di ricette di cucina, fatto piuttosto rilegare proprio perché nelle sue pagine vi sono macchie di dita che dimostrano quando si è consultato la pagina mentre si procede a impastare gli ingredienti . Quando si apre un nuovo libro, quasi vi è non solo curiosità, ma anche un senso di aspettativa che potrà essere soddisfatta se è ciò che si vorrebbe trovare o riserva delusione e allora non viene trattenuto a occupare un posto nella propria libreria. Il tempo riservato alla lettura tranquilla è proprio poco perché tante incombenze ci aspettano, ma il tempo per la lettura uno lo trova fosse anche di notte e non è la stessa cosa come leggere in un video, buono si per scambio di opinioni o anche se si fa ricerca. E’ però vero che anche un computer è cosa buona, dipende dall’uso che se ne fa, questo blog per esempio consente di conoscere riflessioni come da “fede e saggezza” e stimola il lettore a “dire la sua” che altrimenti non potrebbe se non con carta e penna – ..,. Perciò speriamo proprio di leggerLa ancora, Lo ritenga un servizio offerto a qualcuno che La apprezza anche attraverso questo mezzo del giorno, pareri e dotte riflessioni che sono un po’ più che cinguettii e che magari aiutano molti che non lo sono del pari a scoprire nuove aperture di pensiero utilissime proprio a questo oggi che viviamo, nel caos di oggi, dove speriamo lascino traccia
    come le campane i cui rintocchi sono caldi e parlanti e sono trasportati dall’aria da valle a valle e tutti li possono sentire e a qualcuno senza orologio è utile sapere in che ora del giorno si trova.
    I più belli auguri di Buon Anno e con il grazie spero di ritrovare il piacere di leggerLa in questo Blog .
    - Francesca

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