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Ti piace il presepio?
By Rai Vaticano | Dicembre 28, 2012
Rai Uno – Rai Vaticano – TGR
presentano
“TI PIACE ‘O PRESEPIO?”
di Daniela Sodano – Filippo Di Giacomo – Marco Simeon
Edizione di Pier Luigi Lodi
RAIUNO – Venerdi’ 28 dicembre 2012 – ore 23,25
Il presepe, piace ancora agli italiani? Qualunque sia la risposta a questa domanda, anche per entrare nelle case della nostra Penisola, la Natività del Cristo percorre sempre un lungo cammino. E ogni volta si riveste di leggende, costumi, tradizioni e, soprattutto, di quei simboli che ne costituiscono oramai la parte narrativa essenziale. I simboli, insegnano gli antropologi, servono alle persone per dire cose vere e sincere, soprattutto quando sono persone distratte. «Ti piace il presepe»? Con questo titolo, che ripete la famosa domanda di Eduardo De Filippo in “Natale in casa Cupiello”, Rai Vaticano e alcune sedi regionali Rai (Calabria, Campania, Veneto, Puglia, Umbria e Lombardia) hanno raccolto altrettante risposte positive, traendole tutte da storie che, proprio grazie al presepe, trovano una risposta esistenziale (e non solo simbolica) a diverse avventure umane. Dalla Cooperativa di disabili mentali che, dopo aver costruito e venduto presepi, vanno in visita nelle case dei compratori, agli abitanti di Lorenzago di Cadore che hanno trasformato in un lungo presepe (e non in un “calvario”…) il sentiero dove passeggiava il Beato Paolo II quando andava in vacanza sulle Dolomiti, ai bambini delle valli occitane che, rivistando le scene natalizie dipinte nelle antiche chiese, e cantando le nenie natalizie, apprendono così, con il cuore, la lingua e la cultura dei loro avi…. Un viaggio dentro l’Italia reale, che a Natale usa ancora il presepe per imparare la lingua degli uomini di oggi. Per il teologo Bruno Forte, allestire un presepe significa tradurre il Vangelo in dialetto. E dove il presepe contemporaneo impara il suo dialetto? Sempre a Napoli, a San Gregorio Armeno, dove (come spiega Rai Campania) Sarchiapone, Razzullo, i redicolosi, i pacchiani e tutti gli altri personaggi del presepe napoletano assumono i volti dei personaggi dei nostri giorni, continuano ad emigrare dal Vesuvio a Betlemme, e riescono ancora (loro malgrado) a comporre l’ultimo grande racconto della Natività. Un racconto che, magari, è lungo come la vita: Rai Lombardia narra la storia di un pensionato che, dopo aver aggiunto ad ogni tappa della sua vita una scena al presepe che allestiva da bambino, ora convive con una rappresentazione della Natività di 70 metri quadri.
Topics: Eventi | 2 Comments »
Dicembre 28th, 2012 alle 20:16
Saluti a tutti
Faccio presente che il primo Presepe Vivente è stato trasmesso dalla Rai nel 1958 le riprese furono fatte a Fiumalbo Modena dove venne realizzata la Sacra Rappresentazione poi ripresa come rappresentazione nel 1984 e tutora rifatta ogni 2 anni. La ducumentazione dei Presepi e quella del 1958 si trovano su Youtube in Telefiumalbo (Presepe 1958). Gian Luigi
Dicembre 28th, 2012 alle 16:33
Sono commosso dalla lettura della notizia. Aggiungo che a Manarola – Cinque Terre – un simpatico signore, in modo assai ingegnoso, ha costruito un presepio luminoso sopra una collina sovrastante le case del paese ed “esposto al mare e ai venti” come il liguri cimiteri. Purtroppo, non andiamo al di là di effimere emozioni che – sì e no – hanno la durata della mimosa! Mi risultano poche conversioni dell’animo umano in 2012 anni di storia.