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Segno della croce? No grazie

By Rai Vaticano | Dicembre 14, 2012

La notizia non è certo di quelle che fanno rumore o che hanno diritto ai “titoloni” sui giornali, ma è certamente un segno dei tempi, frutto di una politica perpetrata da anni contro la religione, meglio se cattolica, da una cultura laicista sempre più dilagante e ottusa. L’episodio, riferito dall’agenzia stampa Novopress, è accaduto in Francia, a Narbonne. Un liceo, il Teresa Leon Blum, nei giorni scorsi ha organizzato una visita guidata per gli alunni presso la locale cattedrale di Saint Just. I ragazzi erano accompagnati dal loro professore, se ancora si può definire tale. Entrando nella Chiesa che, nonostante il secolarismo, rimane pur sempre la casa di Dio, uno dei ragazzi ha fatto qualcosa di “orribile”: si è segnato con la croce dopo aver messo le dita nella fonte dell’acqua benedetta. Apriti cielo! Ovviamente laico, il professore, vedendo questo scempio, ha inflitto al giovane una dura sanzione sul registro. Il padre del ragazzo e altri genitori non hanno accettato questa situazione e hanno protestato con il capo dell’istituto, il quale ha risposto che nessuna punizione era stata inflitta a nessuno degli studenti che quel giorno si fosse segnato con la croce; ma ha aggiunto: “Qualsiasi espressione religiosa dovrebbe essere vietata, conformemente al principio di laicità dello Stato”.

La stampa locale, che ha trattato ampiamente questo caso, si è posta la domanda se durante una visita a una sinagoga si possa chiedere a studenti ebrei a lasciare la loro kippa, oppure, entrando nella grande moschea di Parigi, proibire ai musulmani di togliersi le scarpe. Ci sarebbe molto da scrivere perché, specialmente in Francia, come abbiamo più volte denunciato, si compiono vere e proprie persecuzioni verso la religione, ma voglio concludere questa mia breve informazione con uno stralcio del messaggio che la Santa Vergine de La Salette rivelò ai pastorelli Melania e Massimino, nel 1846, proprio in merito alla Francia: “Parecchi abbandoneranno la fede, e il numero dei sacerdoti e religiosi che si separeranno dalla vera religione sarà grande; fra costoro vi saranno anche dei vescovi. I libri cattivi abbonderanno sulla terra e gli spiriti delle tenebre diffonderanno dappertutto un totale rilassamento per quel che riguarda il servizio di Dio; avranno un gran potere sulla natura; vi saranno delle chiese per servire questi spiriti. I poteri civili ed ecclesiastici saranno aboliti; ogni ordine ed ogni giustizia saranno calpestati; non si vedranno che omicidi, odii, gelosie, menzogne e discordie, senza amore per la patria nè per la famiglia. I governanti civili avranno tutti un medesimo programma, di abolire cioè e far scomparire ogni principio religioso, per dar posto al materialismo, all’ateismo, allo spiritismo e ad ogni specie di vizio”. Non mi pare vi sia da aggiungere altro.

Antonello Cannarozzo

 

Topics: Opinioni e contributi | 6 Comments »

6 risposte per “Segno della croce? No grazie”

  1. Diego scrive:
    Marzo 1st, 2013 alle 04:09

    Lo Spirito Santo puó tutto Francesca.
    Preghiamo per tutte quelle persone che si sono perse e fanno di tutto per trascinarsi dietro altre persone, la responsabilitá di quell’insegnante è enorme perché ha il compito di formare i giovani. Non demoralizziamoci ma preghiamo il nostro Signore nel nome di Gesú nostro Fratello che doni lo Spirito Santo a tutta la gente con grosse responsabilitá su questa societá in mano al demonio. Preghiamo nostra Mamma Maria Santissima che ci faccia capire l’importanza della preghiera e del Pane Vivo dell’Eucaristia. Sto facendo fatica a partecipare a questo momento fondamentale per la vita dell’uomo perché vedo troppa superficialitá anche da parte di certi preti senza parlare dei fedeli che non appena finisce la Santa Messa parlano ad alta voce del tempo o della politica…é un delitto! É come ignorare Gesú che ci ha fatto un dono che va oltre ogni cognizione di Amore. L’Eucaristia deve cambiare le persone, la Comunione con la Parola del Signore, con il Corpo e il Sangue di Gesú Cristo nostro Salvatore, con l’unione di tutti i fedeli in un Corpo solo che é lo Spirito Santo, deve toccare le persone, queste quando la Messa é finita devono vibrare! Se non siamo noi a dare il buon esempio a cominciare dai preti che fanno Messa, chi puó darlo? Preghiamo senza stancarci mai preghiamo il Signore che ci doni la consapevolezza del Compito affidatoci dall’Agnello di Dio, la coscienza del nostro onorevolissimo Compito. Ogni Onore e Gloria al nostro Signore.

  2. Francesca scrive:
    Febbraio 26th, 2013 alle 10:25

    Siamo reali, come può lo Spirito Santo prepotentemente entrare in una persona, fargli cambiare le idee visto che tra l’altro non sono soltanto idee ma sta realizzando secondo volontà tutto uno altro percorso alla sua vita. Lo Spirito Santo sceglie è entrato nel grembo di Maria, la tutta Santa e Immacolata, le ha presentato con rispetto e sottoposto al suo si il progetto del Padre, e Lei ha detto – per fortuna del genere umano, ha detto SI. Il Santo Padre ha parlato con chiarezza e spiegato molto bene in l’infanzia di Gesù, quanto questo consenso ha significato per l’umanità e come anche per suo merito credere in C risto, generato dallo Spirito del Padre – Figlio dunque, è da seguire con fedeltà, la stessa della Madre – e questa fedeltà implica non soltanto la generosità, che si chiama anche Amore verso tutti ma implica anche il sacrificio, la fatica il dolore sopportati proprio da tutti e tre quei personaggi che sono la famiglia, quella famiglia cui dobbiamo guardare e difendere oggi. Il prete in questione non sembra essere stato convinto di questo percorso che implicava la sua professione di sacerdote, malgrado gli studi, anzi mi domando come non sia entrato in altra Chiesa visto che queste esistono dove essere sacerdote non implica il celibato, e questo per tutti quelli che aspirano. Il celibato è una condizione richiesta da una Chiesa che si ispira a Cristo, che guarda a Lui, così come nel matrimonio esiste la fedeltà sia nella convivenza che in caso di separazione perché non sono gli interessi personali a prevalere ma la fedeltà a quell’amore che si accetta anche quando costa, e molto , comunque in tutto questo trova spazio proprio l’aiuto di Dio, e quell’aiuto c’è eccome!!! E si fa concreto, evidente, redime,cambia diventa costruttivo di cose nuove, porta verso l’alto, fa nascere l’uomo nuovo al posto del vecchio: Per questo se la Chiesa intende vivere deve rimanere fedele a se stessa guardando Cristo, verso l’alto, non verso il basso dove tutto resta uguale, dove niente migliora a parte i singoli interessi e tornaconto. La gente che soffre e le sofferenze sono in diverso modo manifeste, trova nella fede il coraggio, la speranza ed è per questo che si ha bisogno di Sacerdoti Santi, come di genitori Santi, come dell’amore santificato
    Francesca .

  3. Diego scrive:
    Febbraio 23rd, 2013 alle 21:47

    Padre Nostro, nel nome di Gesú, dona a quell’insegnante lo Spirito Santo.

  4. Francesca scrive:
    Dicembre 15th, 2012 alle 13:37

    Si direbbe che nelle parole della Santa Vergine, vi sia molto del presente, compresa l’ultima notizia di oggi riportata dalla Stampa circa il disinvolto comportamento di quel sacerdote che si accorge di non poter assolvere più il suo incarico sacerdotale perché intenzionato al matrimonio e ne da comunicazione diretta ai fedeli prima ancora che alle autorità di competenza. A parte provare biasimo per un comportamento che dimentica l’importanza al rispetto verso chi di dovere prima ancora del proprio personale interesse, Di mio dico questo, che negli anni anche non lontani e a venire fino ad oggi qualche cosa si è andato via via perdendo, un modo di comportarsi da persone civili rispettose delle cose di altri, siano esse case, ambienti, usi e costumi, tradizioni che ogni uomo in ogni suo ambito ha in desiderato coltivare e tramandato nel tempo, cioè la sua storia fatta questa di una cultura che risponde anche ad essere definita come civile . Anche a me è capitato visitando un santuario notare che un genitore con il piccolo figlio, nel lasciare la Chiesa con la sua mano ha accompagnato quella del figlio nel segno di croce, un fatto inusuale oggi, raro a vedersi: questo intervento dell’adulto ha fatto scuola, ha ì insegnato e trasmesso non soltanto il suo credo ma anche il segno d rispetto, un saluto doveroso alla divinità.. Più recentemente in una chiesa locale – ce ne sono molte veri gioielli nelle nostre città, è entrata una scolaresca , evidentemente una visita di tipo museale perché l’insegnante non si è sognata di invitare gli alunni a un qualsiasi segno di rispetto in entrata o uscita , esattamente considerando la chiesa al pari che se fosse stato il museo egizio. Se poi si entra in chiesa nell’orario della messa il segno della croce sembra a discrezione personale e così ovunque . Le chiese sono luoghi di culto per credenti ma come si fa a distinguere chi lo è veramente da chi non lo è pur tra fedeli? .Io credo che in ogni luogo ove si pratica un culto religioso si dovrebbe usare “la buona creanza” del rispetto,. Il caso qui riportato è degno di cronaca perché è stato processato e fatto cenno di appunto un segno di rispetto in un luogo che per qualcuno era Casa di Dio, oltre che ad essere considerato da altri museo, del Dio in cui crede. Forse che quando si visita il Parlamento o altri luoghi non vi sono regole di comportamento? Allora anche qui nel fatto riportato, c’è qualche motivo di cui rilevare una certa importanza, di cui sentire si aver subito offesa, da sottoporre all’attenzione di lettori , l’ importanza al rispetto come sentire di comportamento che costruisce pace e non diseguaglianza, ma anche un richiamo per tutti ad insegnare e non dimenticare che quando si entra nella Casa di Dio è anche casa di tutti coloro che credono e quindi va il rispetto verso Dio e verso il prossimo, sia da parte dei fedeli credenti che lo abbiano dimenticato, sia di tutti gli altri.
    Francesca

  5. franco petraglia scrive:
    Dicembre 15th, 2012 alle 10:33

    Carissimo Direttore, oggi si è persa la sana abitudine di fare il segno della croce e recitare una preghiera(“Benedici Signore il cibo che stiamo per prendere, provvedi a quanti non ne hanno”) prima dei pasti. Avviene in famiglia e, ancor più, al ristorante, dove verrebbe ritenuto un gesto superato e anacronistico. La società attuale, pur avendo un’alta percentuale di cattolici, è così lontana da Dio e scristianizzata. Dov’è la fede di una volta? A costo d’essere considerato parruccone, non ho mai smesso di farmi il segno della croce, anche in pubblico.

    Con molta stima e cordialià, Franco Petraglia -Cervinara (AV)

  6. Sergio Stagnaro scrive:
    Dicembre 14th, 2012 alle 14:24

    Carissimo Antonello, scrivo esclusivamente per complimentarmi, ancora una volta, con te per frase “Entrando nella Chiesa che, nonostante il secolarismo, rimane pur sempre la casa di Dio, uno dei ragazzi…”. Secolarismo e non secolarizzazione! E poi il ricordare che la Chiesa rimane la casa di Dio, nonostante la presente Babilonia è doveroso anche per molti sedicenti cristiani. Nessun mio commento, invece, all’illuminante notizia: anche in Francia, il Paese dell’obliato Sartre – nemmeno i comunisti lo ricordano – esistono “belve, barbari e dei”, che non credono in Dio, ma , stai pure certo, festegeranno il Natale e la Pasqua, non fosse altro che per non lavorare. Nulla di nuovo sotto il sole: “O tempora o mores”.

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