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FEDE E SAGGEZZA / Il diabolico piacere di dominare

By Rai Vaticano | Luglio 16, 2012

La vicenda degli scribi e dei farisei, guide spirituali e politiche dell’antico Israele e noti per l’ostinata mania nell’incatenare la volontà dei sudditi a miriadi di imposizioni e di leggi, suggeriva, nell’ultima puntata della nostra rubrica, una serie di interrogativi, come avviene sempre di fronte a certi comportamenti umani. I quesiti possono riguardare sia gli autori della colluvie di prescrizioni sia i destinatari, soprattutto tenendo conto che, nelle due situazioni, si vivono esperienze diametralmente opposte. Si tenga poi presente che gli infiniti e fastidiosi precetti degli scribi e dei farisei avevano sempre con sé un qualche risvolto di significato religioso. La visione del mondo era, allora, teocratica, e non era ben chiara la distinzione tra quel che è dovuto a Cesare e ciò che, invece, spetta a Dio. Quanto ai destinatari possiamo, più o meno, stare certi che la massa si sarà fatta di gomma, superando dubbi e possibili angosce nelle strettoie delle mille, quotidiane difficoltà.

Come si vede, pensiamo al problema dal punto di vista della coscienza e dei possibili sensi di colpa, sacrosanti quando c’è davvero colpa, ma non in altre situazioni. Si sa, però, che, anche nella  prassi, se le leggi diluviano, dei fastidi spuntano sempre per tutti, compresi quelli che  riescono fin troppo a non tenere in alcun conto le esigenze della moralità. Sempre nello specchio della vicenda di cui dicono i Vangeli a proposito degli scribi e dei farisei, diamo invece risalto  ai possibili casi di quanti, sensibili ai richiami della coscienza, non riuscivano a restare indifferenti vedendosi destinatari di una massa di prescrizioni e di leggi di speciale natura. Certezze collettive e categoria di cultura davano, infatti, a quelle prescrizioni un’autorità non solo laica ed umana ma concretamente scaturita dalla volontà di Dio, alla quale – ovviamente quando si ha fede – non si vuol recare in nessun modo offesa o irriverenza. Qualcosa mi dice che, nel corso della storia e soprattutto in certi ambienti, un tale problema ha imperversato, suscitando smarrimenti e angosce, e -  quel che è peggio – un assalto di tentazioni a spezzare il vincolo con Dio.

Oggi viviamo in una temperie storica completamente diversa, ma non sono tanto sicuro che le cose vadano meglio. Il vincolo con Dio è minacciato in ben tanti altri modi, e la società non solo non è teocratica (e ciò va bene), ma non sa offrire basi di moralità sicure e rasserenanti, con cui orientarsi. Torniamo, però, al cuore  del problema, quello, cioè, del diluviare delle leggi quando ciò avviene in un contesto in qualche modo assimilabile alla vicenda degli scribi e dei farisei. Questi personaggi davano alla loro autorità un supporto legato al religioso e al divino, e ciò avrebbe dovuto renderli ben consapevoli della delicatezza dei loro compiti e della gravità del macchiarsi di eccessi o di abusi. Essi, invece, si divertivano a far scorrere fiumi di prescrizioni oppressive e minute, di pesi insopportabili, imponendoli agli altri e rifiutandoli per sé.

Non si è lontani dal vero ipotizzando che tutto avvenisse per il desiderio di dominare sui propri simili, incatenandone la vita nell’intento di renderla funzionale e utile ai progetti della propria volontà. Si tratta di un piacere sottile, subdolo e diabolico, e si sa che, in epoche storiche segnate dalla presenza massiccia del religioso e del sacro, la tentazione è di ricorrere a giustificazioni riferite, ma in modo sacrilego, ai divini voleri. Tutti gli spazi del vivere vengono allora raggiunti da questo tipo di diluvio di leggi: cibo, lavoro, affetti, usi, costumi e quant’altro. Ovunque domina il più tenace rifiuto di rispettare le zone per le quali c’è il sacrosanto dovere di non violare ciò che va lasciato libero e opinabile, perché proprio in esse, più che in altre, possono manifestarsi le qualità creative di cui l’Onnipotente ha fatto dono ai suoi figli. Nessuno più di chi ha espresso questi pensieri è convinto che ci si è mossi in ardue vie. Si può fare ogni tanto, purché con umiltà di mente e di cuore.

Giuseppe Cremascoli

 

Topics: Dibattiti | 6 Comments »

6 risposte per “FEDE E SAGGEZZA / Il diabolico piacere di dominare”

  1. Francesca scrive:
    Luglio 24th, 2012 alle 09:06

    Il diabolico piacere di dominare? Non abbiamo da leggere chi erano coloro che duemila anni fa esercitavano questo potere il quale contava sull’ignoranza e sulla accordata fiducia di certa popolazione ; basta aprire un quotidiano dei nostri giorni e sappiamo chi sono, i loro nomi e i loro progetti sono nelle headline delle più importanti testate . ma questa incontinente aspirazione a mantenere il potere una volta conquistato ad oltranza, scaduto un mandato avanti al profilarsi di un altro, sempre naturalmente in modo rispettoso dei mezzi che la democrazia legittima e cioè il consenso popolare ottenuto nelle votazioni, Ma, che cosa ci si può aspettare di nuovo, dal momento che tante programmi di governo portati avanti hanno deluso nei risultati, visto la crisi galoppante che dal nord al sud coinvolge tutti i cittadini!!!Perchè non ammettere che sono necessari dei cambiamenti, delle idee diverse, ma prima ancora ripensare a mettere in luce i i motivi che sono all’origine di tanto impoverimento. Chissà che non si scopra anche di aver mancato nel gestire con poco senso morale quanto la fiducia dei cittadini ha dato loro, ai Responsabili delle Istituzioni, mandato di fare!!! Tutti siamo chiamati a responsabilità, ognuno nel nostro am bito, dobbiamo sentirci chiamati a collaborare con chi onestamente si impegna a condurre la nave Italia, per amore verso il Paese che sentiamo nostro, per rispetto della sua Storia che ha lasciato pagine belle, scritte da sacrifici di chi ci ha preceduto, anche costati sangue e sudore per difendere i valori che erano saldi e sentiti nelle famiglie, quei valori che hanno costruito e non distrutto , scritti nel cuore e nelle menti. Riscoprirli è un dovere se si vuole colmare il vuoto a causa del quale anche stiamo vivendo, ridare così il necessario vigore a idee e progetti a far tornare la speranza a sostenere gli sforzi che oggi siamo chiamati a fare, cittadini e Istituzioni, per ONORARE il passato e la fede del passato che mirava alto, guardando al bene della società costruendone il futuro.
    Francesca

  2. Marcello scrive:
    Luglio 18th, 2012 alle 08:37

    Basi di moralità sicure possono in effetti discendere solo dal Sacro

  3. Sandra scrive:
    Luglio 18th, 2012 alle 08:35

    Quanto spesso i presunti divini voleri sono stati piegati alla volontà di potenze delgi uomini!

  4. Sergio Stagnaro scrive:
    Luglio 17th, 2012 alle 10:18

    ” Deus …… mihi peccatori!” Lo riconosco senz’altro, mio ottimo Giuseppe Cremascoli. Sulla divina misericordia e giustizia non ho dubbi, ma prove scientifiche, inconfutabili, fornitemi dalla mia lunga esperienza. Procediamo in modo chiaro: un povero padre di famiglia, anche se non è in cassa integrazione, non può pagare certamente le spese per accertare il DNA nucleare suo e dei membri della sua famiglia (quello mitocondriale non lo studia – per fini commericiali – nessun genetista molecolar, per motivi sia organizzativi sia finanziari!) . D’altra parte, per capire la predisposizione alla CAD (= cardiopatia ischemica, cioè angina pectoris ed Infarto Miocardico) bisognerebbe analizzare almeno 30 loci genici: impresa impossibile, se solo pensiamo ai milioni di cittadini italiani. Ingiustizia, dunque, se possono sottoporsi a simili accertamenti – dal valore “statistico”, sia ben chiaro – solo i ricchi (Cavalieri, Ingegneri, Costruttori Edili, Sportivi professionisti, Politici, Banchieri e la mia onestà intellettuale vuole ed esige , Alti Prelati, eccetera).
    Ingiustizia certo, ma non attribuibile a Dio, che ci ha aiutato, in modo determinante, nella ricerca clinica, efficace, non costosa, affidabile, a disposizione ora di Medici di Medicina Generale di Buona Volontà. Tra queste scoperte troviamo il Reale Rischio Congenito di CAD, pubblicato da anni nel sito ufficiale della International Atherosclerosis Society, rischio riconosciuto, a partire dalla nascita, con un fonendoscopio in UN secondo, in modo quantitativo.
    Non lo dico certo a lei, ma ai “Professori”, che sono ultraottuagenario, in pensione dal 2000, con una brillantissima carriera conclusa felicemente. Inoltre, sono ricchissimo … di idee, ovviamente. Concludo: Dio esiste, è misericordioso, ci ama. Purtroppo, è la maggior parte degli uomini che non amano se stessi e meno che mai i loro cari!

  5. giuseppe cremascoli scrive:
    Luglio 16th, 2012 alle 20:12

    Dunque, caro dott. Stagnaro, in ogni caso Dio ce la mandi buona. Detto con più solennità: Deus propitius esto (Luca 18, 13). Giuseppe Cremascoli

  6. Sergio Stagnaro scrive:
    Luglio 16th, 2012 alle 10:42

    Il diabolico piacere di dominare di scribi e farisei, mutatis mutandis, è ben presente oggi e, tracotante com’è, si burla della Ragione. Come mi conviene, permettetemi di dare di questa lettura una mia versione in chiave medica, per spiegare chiaramente l’astrattezza del concetto. Per l’esclusivo bene dei “piccoli” – gli indifesi figli di Dio e fratelli in Cristo – a causa del fatto che le malattie cardiovascolari (CVD), cioè ictus a cardiopatia ischemica, CAD (angina, Infarto miocardico) erano la prima causa di morte in Occidente, nel 1948 iniziò in una cittadina statunitense del Massachussetts, il Framingham Heart Study, ad opera del National Heart, Lung, and Blood Institute. La conclusione della troppo celebrata ricerca fu che valori elevati di colesterolemia, glicemia e pressioe arteriosa sono “Fattori” di rischio della CVD! Col passare del tempo, lentamente, subdolamente, i “Fattori” di rischio diventarono cause di CVD, eliminando le quali (!) sarebbe stata eliminata la CVD. Naturalmente l’industria farmaceutica, per Amore di Dio verso i comuni mortali, suoi figli e figlie, prontamente mise in commercio (erano già pronti?) farmaci anti-colesterolo (statine), anti-diabetici, anti-ipertensivi, migliorandoli lodevolmente a ritmo continuo, fatti prescrivere ai Medici di Medicina Generale nel rispetto, obbligato, della rinnovantesi LEGISLAZIONE, sancita dalle competenti autorità sanitarie (in termini technici, Linee Guida). L’epidemia di CVD continua tale e quale, oggi, dopo oltre sessant’anni dall’impresa epocale, certamente dal punto di vista economico, ma non scientifico: il Framingham Heart Study. Infatti, è censurato quanto scritto nella Letteratura Medica più autorevole, e cioè che la CVD, di cui fa parte la CAD, non può insorgere senza la presenta del Reale Rischio Congenito, che, riconosciuto con un fonendoscopio alla nascita, viene facilmente e definitivamente eliminato con semplice terapia a buon prezzo.
    Forse come anche a tempi di scribi e farisei, se uno afferma con documentazione che è possibile e facile impresa prevenire la CVD, senza aspettare che insorga per curarla – sla cardiopatia ischemica una volta insorta non guarisce! – deve affrontare lo stesso destino di chi osa dire che il Re è nudo: tutti lo vedono, ma ma nessuno è autorizzato a dirlo!
    In realtà, prima che economica, la desolante vicenda è di basso livello morale.

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