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L’anno della fede, Dio nelle nostre vite

By Rai Vaticano | Giugno 21, 2012

Un anno dedicato alla fede, alla tenacia di chi l’alimenta tutti i giorni con convinzione, di chi fatica a tenerla salda e di chi non si cura di far entrare Dio nella propria vita. L’anno della fede, voluto da papa Benedetto XVI, si aprirà il prossimo 11 ottobre per chiudersi il 24 novembre del 2013. Mesi densi di iniziative, presentate questa mattina alla stampa da monsignor Rino Fisichella, presidente del pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Un anno della fede che coincide con due importanti ricorrenze della Chiesa: il cinquantesimo dell’apertura del Concilio Vaticano II e il ventesimo della pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica. E la solenne apertura avverrà proprio nell’anniversario dell’avvio del Concilio, l’11 ottobre, con una celebrazione eucaristica in piazza San Pietro, concelebrata da tutti i padri sinodali, dai presidenti delle Conferenze episcopali del mondo e dai padri conciliari. Lo stesso Joseph Ratzinger è uno dei testimoni diretti di quello storico avvenimento, avendovi partecipato in qualità di perito.

L’anno della fede si presenta molto impegnativo per lo stesso Benedetto XVI che parteciperà a numerose iniziative: ovviamente la cerimonia di apertura e poi la canonizzazione di sei martiri e confessori domenica 21 ottobre, la celebrazione ecumenica a San Paolo fuori le Mura il 25 gennaio 2013, quella in San Pietro il 2 febbraio dedicata ai consacrati al Signore, la domenica delle Palme il 24 marzo per i giovani che si preparano alla Giornata mondiale della Gioventù in programma dal 23 al 28 luglio a Rio de Janeiro. Ed ancora il 28 aprile la giornata dedicata ai ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della confermazione nel corso della quale il papa conferirà la cresima a un gruppo di giovani, il 5 maggio la giornata dedicata alla fede testimoniata nella pietà popolare, il 18 maggio nella vigilia di Pentecoste l’attenzione sarà dedicata a tutti i movimenti, antichi e nuovi, con il pellegrinaggio alla tomba di san Pietro.

Iniziative che avranno un respiro universale e alle quali parteciperà Benedetto XVI, con una contemporaneità in molte parti del mondo. È il caso della festa del Corpus Domini, il 2 giugno, che sarà celebrata con una solenne adorazione eucaristica nelle cattedrali di ogni diocesi e in ogni chiesa che aderirà alla stessa ora alla contemplazione. Il 16 giugno sarà dedicato alla testimonianza del Vangelo della vita, il 7 luglio alla tappa conclusiva del pellegrinaggio di seminaristi, novizie e novizi a San Pietro. Il 29 settembre, a ricordo del ventesimo anno dalla pubblicazione del catechismo, sarà la volta dei catechisti e del loro ruolo per la crescita della fede, il 13 ottobre confluiranno a Roma tutte le realtà mariane e il 24 novembre, infine, la celebrazione della giornata conclusiva. Intanto, appena due giorni fa, la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha approvato il formulario di una messa speciale “Per la nuova evangelizzazione”. E poi iniziative culturali di rilievo come la mostra sull’apostolo Pietro che sarà ospitata, dal mese di febbraio, a Castel Sant’Angelo e il grande concerto del 22 giugno in piazza San Pietro cui farà da splendido scenario la basilica.

Come ribadito da monsignor Fisichella, quelle appena citate sono le iniziative a carattere universale, in programma a Roma e con la partecipazione del papa. Ovviamente a queste se ne aggiungeranno molte altre da ogni parte del mondo che andranno a costituire un ricco calendario che, attraverso le segnalazioni alla Segreteria del Pontificio consiglio, potranno essere inserite negli eventi del sito. Proprio il sito è una delle novità presentate in conferenza stampa: all’indirizzo www.annusfidei.va, sarà possibile seguire in tempo reale tutte le novità. Uno strumento ricco di informazioni e documenti, dalla lettera apostolica “Porta fidei” con cui Benedetto XVI ha indetto l’anno della fede alle indicazioni pastorali, dal Catechismo ai documenti conciliari, passando per le grandi catechesi di papa Ratzinger dedicate agli apostoli, ai padri della Chiesa, ai teologi del medioevo, alle donne della Chiesa e alla preghiera cristiana.

L’anno della fede ha anche un proprio inno e un logo raffigurante una barca, immagine della Chiesa, con l’albero maestro rappresentato come la croce che issa delle vele che richiamano il trigramma di Cristo, ovvero IHS, Iesus Hominum Salvator. Fa da sfondo alle vele un sole che rimanda all’eucarestia. A settembre uscirà anche il Sussidio pastorale dal titolo “Vivere l’anno della fede” cui, per iniziativa delle edizioni San Paolo, si affiancheranno altre pubblicazioni per vivere appieno e con consapevolezza questo particolare periodo. Mentre l’immagine del Cristo del duomo di Cefalù accompagnerà i credenti in ogni parte del mondo.

“Questo Anno – ha sottolineato monsignor Fisichella – si inserisce all’interno di un contesto più ampio segnato da una crisi generalizzata che investe anche la fede. Sottoposto da decenni alle scorribande di un secolarismo che in nome dell’autonomia individuale richiedeva l’indipendenza da ogni autorità rivelata e faceva del proprio programma quello di ‘vivere nel mondo come se Dio non esistesse’, il nostro contemporaneo si ritrova spesso a non sapersi più collocare”. L’Anno della fede può rappresentare “un percorso – ha concluso il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione – che la comunità cristiana offre a tanti che vivono con la nostalgia di Dio e il desiderio di incontrarlo di nuovo”.

Elisabetta Lo Iacono

 

Topics: News | 3 Comments »

3 risposte per “L’anno della fede, Dio nelle nostre vite”

  1. rosalba, bruxelles (belgio) scrive:
    Giugno 26th, 2012 alle 23:29

    monsignor Fisichella,
    quando a fine giugno di 2 anni fa il blog di Rai Vaticano (creato e diretto per poco tempo ancora purtroppo dal caro Giuseppe De Carli) ci annunciava che veniva istituito un nuovo dicastero dedicato alla Nuova Evangelizzazione, le ho mandato gli auguri e mi sono permessa anche di farle alcuni suggerimenti…

    ecco il mio testo di 2 anni fa :


    rosalba nascimbeni, bruxelles scrive:
    Luglio 2nd, 2010 alle 10:22
    monsignor Fisichella,
    BENVENUTO e tanti auguri a lei e team per questo suo nuovo impegno a servizio di Cristo !
    Mi sembra pero’ che questa volta, dalla Chiesa ‘alta’ SOLAMENTE non potrà venire che poco o nulla…
    Modestamente ( da convertita a Cristo 20 anni fà e ai mezzi pubblici di trasporto, per scelta, da 2 anni ) mi permetterei di darle questo suggerimento : si metta in borghese, prenda l’autobus, la metro, il treno e respiri l’aria della città, del mondo Scristiano, ascolti ’sbattere’ il cuore disperato del popolo di Dio, di chi Dio l’ha messo da parte perché aveva il ‘ VOLTO di CHI ‘ l’ha tradito, abusato, abbandonato, parlato e poi ‘controtestimoniato’, esaltato e poi nei fatti scoraggiato … : umanità, umanità !
    Noi siamo disperati, non ce la facciamo più, non ’scattiamo’ più al richiamo delle campane, abbiamo rinnegato le radici CRISTIANE dell’Europa, cerchiamo le consolazioni nell’avere ( e quando l’avere scarseggia…), lavoriamo fino alla nausea e all’esaurimento (quando il lavoro ce l’abbiamo), non vogliamo ne facciamo più figli (perché non sappiamo più che ‘Provvidenza’ significa veramente ‘provvedere’ in quanto “ogni bimbo porta con sé il proprio cibo quotidiano”), ci ubriachiamo di relazioni virtuali e planetarie e non conosciamo neanche il vicino nel condominio dove abitiamo.
    SI’, l’Occidente è malato, ha fame e sete del Dio vero, del Dio che ci ama GRATUITAMENTE, che ci ama alla follia della CROCE.
    Per motivi vari – che nell’urgenza di questa situazione forse è meglio sorvolare – la gente crede che la Chiesa sia triste, austera, ecc…
    Ma non sà che nelle “nuove comunità cristiane” (RnS, e tante tante altre) si prega con tutto il cuore, l’anima, la voce e il corpo : si’, come il re Davide, danziamo davanti e per il Signore della Vita, a Lui innalziamo le mani, e poi, quando ci ritroviamo “nel mondo” ci vogliamo bene e ci sosteniamo a vicenda.
    Vede, il suo è un compito bello, ma difficile, di quelli quasi IMPOSSIBILI.
    Ci vorrà tanta umiltà ( lo dico nel senso di vicinanza vera con l’ “humus” ), tanta disponibilità, tanto amore per questo gregge allo sbando.
    Ricordiamoci anche che RIEN, NON RIEN N’EST IMPOSSIBLE A DIEU.
    Io non la conosco, ma ho fiducia nel Santo Padre Ben16 e nello Spirito che lo ispira …
    Di nuovo, auguri ! ”

    Ebbene, non so’ se lei ha preso la metro o si è ‘immerso’ nella folla delle città?…
    Le posso dire però che l’altro giorno nella metropolitana di Bruxelles dove risiedo ho incontrato Mgr. Jean Kockerols , il vescovo ausiliare della nostra città !…

    Le parlavo anche della Chiesa ‘non triste’, quella delle ‘nuove comunità’ di cui fà parte il RnS (Rinnovamento nello Spirito).
    Il RnS francofono del Belgio è felice di poterLa accogliere a Bruxelles per il suo raduno nazionale del 2012 (dal 25 al 29 luglio) nella basilica nazionale di Koekelberg (laddove il Beato Papa GP II canonizzò S. Damien nel 1995).
    Ad un mese di questo evento, le mando, monsignor Fischella il mio BENVENUTO !

    Rosalba Nascimbeni,
    Bruxelles

  2. Francesca scrive:
    Giugno 22nd, 2012 alle 23:07

    Il Santo Padre ha indetto un anno alla FEDE , il prossimo e, dalla lettura degli appuntamenti già in calendario, a un comune fedele, fa pensare a un invito aperto a tutti ad unirsi e insieme meditare il rosario su Gesù Cristo , Una preghiera da parte di tutti i cristiani e con tutti gli abitanti della terra che vogliani unirsi a chiedere il Suo Aiuto…I giorni che si stanno vivendo sono difficili, non solo nel nostro Paese , perciò non mi sembra che un clima festivaliero sia opportuno anzi . Come il popolo ebreo più volte si è trovato a chiedere perdono per le proprie mancanze, così accade anche per il popolo cristiano perché il Dio della vita, il Dio che ci ha fatto conoscere che cosa significa “ amare il prossimo come se stesso” venga in soccorso di un popolo che non sa trovare la strada per tornare. Non sono sufficienti i nostri sforzi senza il Suo aiuto, la sua luce, il suo intervento. La barca nella quale dovrebbe trovare posto ogni uomo che la vede e vuole salire è in balia di sempre nuove turbolenze e come al Pietro di allora si pensa che Dio stia dormendo, non senta, e anzi viene di pensare che Dio sia un desiderio, non esista, anzi quello biblico è una storia di 2000 anni fa per taluni buona e bella soltanto ad essere raccontata.e avere delle festività buona da mangiare e godere in tanti modil Quindi, come credenti , comprendiamo l’idea e guardiamo al Pastore che è oggi Benedetto XVl° , che ha percepito le necessità della Chiesa è si è rivolto al Maestro, al Signore della storia che l’ha voluta a servizio e salvezza dell’umanità.
    e noi gli accordiamo fiducia anzi lo ascolteremo e seguiremo sicuri che saprà come chiedere a Dio quanto l’umanità ha bisogno. E’ tempo di vivere l’oggi nel modo migliore e seguire la guida per andare avanti, senza voltarsi indietro , perché non c’è tempo per voltarsi indietro, troppa è la gente che soffre in ogni parte della terra e troppi i mali e i problemi che sono insoluti malgrado tante conquiste scientifiche che lasciano insoluti quei problemi che solo la sapienza del cuore può arrivare a sanare e aprire alla speranza.
    Si aspira alla verità, alla giustizia, alla solidarietà, all’amicizia, al rispetto della persona , ai buoni sentimenti, al riconoscimento della dignità e del valore che è di ogni persona l il rispetto della natura che è a noi soggetta perché tutti ne godiamo anziché essere sfruttata dal profitto e deteriorata dalla cupidigia.
    En per e in questa fede che ci uniamo alla Chiesa e abbiamo fiducia nel Pastore che la guida
    Francesca

  3. Sergio Stagnaro scrive:
    Giugno 22nd, 2012 alle 09:08

    L’articolo, ricco di non fondate speranze, così conclude: “Questo Anno – ha sottolineato monsignor Fisichella – si inserisce all’interno di un contesto più ampio segnato da una crisi generalizzata che investe anche la fede (aggiungerei per completare la frase: “anche all’interno dell’attuale Chiesa”). Sottoposto da decenni alle scorribande di un secolarismo (perfetto: secolarismo e non secolarizzazione, concetto del Diritto Canonico di differente senso e significato), che in nome dell’autonomia individuale richiedeva l’indipendenza da ogni autorità rivelata e faceva del proprio programma quello di ‘vivere nel mondo come se Dio non esistesse’ (sottolineo la particolare situazione esistenziale in cui versava chi, in campo di concentramento e prima di morirvi, scrisse ETSI DEUS NON DARETUR; sarebbe stato preferibile – a mio parere e secondo Cornelio Fabro – non datur!), il nostro contemporaneo si ritrova spesso a non sapersi più collocare”. L’Anno della fede può rappresentare “un percorso – ha concluso il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione – che la comunità cristiana offre a tanti che vivono con la nostalgia di Dio e il desiderio di incontrarlo di nuovo”.
    Bravo, monsignor Fisichella, per quel ” PUO’ “, inserito nell’ultima frase! Non penso proprio che grandi risultati seguiranno ad un anno di feste per riportare alla Fede le pecorelle smarrite, ormai prevalenti tra i cosiddetti cristiani. Penso al SILENZIO desolante della Chiesa di fronte alla Manuel’s Story, http://www.sisbq.or /qbs-magazine.html: solo un Suo miracolo potrebbe indicarci “il percorso” verso la Fede”, anche se duemila anni di Storia non mi consentono illusioni.

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