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L’Europa e i monaci d’Irlanda

By Rai Vaticano | Giugno 10, 2012

Ha preso il via  domenica 10  e si  concluderà il 17 giugno, a Dublino, il cinquantesimo Congresso eucaristico internazionale. Per una settimana la capitale irlandese sarà il cuore pulsante della Chiesa, con il tema “L’Eucarestia: comunione con Cristo e tra di noi”. L’obiettivo del Congresso è quello di “promuovere la consapevolezza della centralità  dell’Eucarestia nella vita e nella missione della Chiesa”. Una settimana che si annuncia  importante per l’Irlanda, con oltre venti mila pellegrini attesi ogni giorno fino agli ottantamila prenotati per la celebrazione conclusiva del 17 giugno. Dibattiti,testimonianze,incontri, riflessioni di gruppo si incroceranno con concerti e recite. Tra i tanti oratori che prenderanno la parola, giovedì 14 vi sarà Enzo Farinella, siciliano doc, da oltre trenta anni trapiantato in Irlanda, già corrispondente dell’ANSA e autore di numerose pubblicazioni sui monaci irlandesi. E proprio su questo tema sarà incentrato il suo intervento.

“Oltre 1400 anni fa – sottolinea Farinella – mentre l’Impero Romano andava in frantumi, dall’Irlanda è partito un movimento che ha ridato all’Europa ed al mondo allora conosciuto, speranza,cultura e valori perenni”. Dopo il crollo dell’Impero Romano nel 476 d.C., in una Europa sconvolta da decadenza dei valori morali, invasioni barbariche e carestie, partono dall’Irlanda la rievangelizzazione e la rinascita morale e culturale del continente europeo. Nel 782 un monaco irlandese, Dungal,venne inviato da Carlo Magno a Pavia, la capitale dei Longobardi e dei Franchi in Italia a presiedere la Scuola Palatina locale che sarebbe poi divenuta l’Università di Pavia. Colombano, Cataldo, Frediano, Donato fondarono monasteri che sarebbero divenuti città come Bobbio, Fiesole, Lucca, Lumieges, Auxerre, Luxeuil, Liège, Trier, Wurzburg, Reichenau, Salzburg, Vienna.

Nell’870 Heiric di Auxierre osserva nella sua Life of St.Germanus che ”il miracolo irlandese è come la seconda rinascita della cristianità, proveniente da una nazione che era stata appena battezzata e che immediatamente sognava di ridare Cristo al mondo”. Secondo Arthur Kingsley Porter, dell’Università di Yale,” il successo della Chiesa Celtica fu un avvenimento  religioso e politico di grande importanza in quanto l’Irlanda veniva allora vista da tutta l’Europa Cristiana come il centro principale del sapere e superiore a quanto si poteva registrare in altre nazioni”. I monaci irlandesi elaborarono autentici capolavori di calligrafia, come il Libro di Kells, manoscritto  prodotto tra l’VIII ed il IX secolo. La conoscenza e la lettura permise loro di divenire consiglieri alla Corte di Carlomagno e di altri monarchi, ma anche insegnanti, educatori, fondatori di monasteri e di università”.

Colombano è il rappresentante più  eminente degli asceti irlandesi, in quanto iniziò il suo pellegrinaggio attraverso l’Europa all’età di 50 anni. Predicò la fede cristiana tra i franchi, gli svevi e i longobardi. Scrisse al Papa ed ai Re in difesa della dignità umana e proclamando messaggi di pace ed universalità. Contribuì con la propria missione evangelizzatrice alla costruzione dell’Europa fondata su valori cristiani e sul primato del bene comune. Robert Schuman, uno dei padri costituenti dell’Europa scrisse che: “Colombano è il Santo patrono di coloro che cercano di costruire un’Europa unita e cristiana”.

Il contributo dato dai monaci irlandesi alla costruzione cristiana dell’Europa è incalcolabile. Una volta il cardinale Henry Newman ebbe a dire: ”Essi portarono valori perenni e speranza cristiana ad un mondo in decadenza e furono i luminari dell’Occidente. Si deve a loro la preservazione della Bibbia, e dei Classici. I loro monasteri sono divenuti deposito del passato  e punto di speranza per il futuro”. Colombano, Cataldo e tanti altri monaci irlandesi sono “la roccia che conferma la fede”, essi hanno promosso valori fondamentali della vita cristiana, primo fra tutti il diritto alla vita della persona umana ma anche il valore etico e culturale delle diverse identità religiose. Un cammino comune verso obiettivi sociali, civili, politici e spirituali, così come il Congresso Eucaristico Internazionale di Dublino auspica.

Giancarlo Cocco

 

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