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Il senso del denaro
By Rai Vaticano | Gennaio 31, 2012
Avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri. Non è Rockefeller che parla di finanza ma è Gesù. Così si conclude la parabola dei talenti, con un rimprovero al pigro che non ha fatto fruttare il denaro. In un’altra circostanza Gesù racconta di un amministratore che fa degli sconti illegali per ottenere benefici: il padrone del patrimonio lo viene a sapere e loda non certo l’onestà ma l’astuzia dell’uomo.
In un altro contesto Gesù dice che non si possono servire due padroni, Dio e Mammona (la divinità della sicurezza materiale e del guadagno a tutti i costi). Poi racconta di un tale che aveva accumulato molto nei suoi granai e decide di mangiare e dormire senza preoccuparsi d’altro, ma Dio gli chiede la vita quella notte stessa.
Il rapporto del cristiano col denaro è chiaro: il denaro è uno strumento che va utilizzato bene e per il bene. Se diventa un fine è un tradimento nei confronti di Dio che non comporta benefici, perché la vita è breve e non serve accumulare.
Un insegnamento di grande attualità: un monito per gli speculatori che vivono d’angoscia, seminano l’angoscia e moriranno nell’angoscia; un incoraggiamento per l’intraprendenza e un invito a superare l’inerzia di chi pensa che non c’è nulla da fare. Invece sveglia! Occorre far fruttare i talenti, sia quelli in denaro che quelli dell’intelligenza e della fantasia. E’ sorprendente: il Vangelo ci aiuta a vivere anche la situazione critica che stiamo vivendo. Dobbiamo reagire, gli uomini di fede devono darsi da fare.
Pippo Corigliano
Topics: Opinioni e contributi | 3 Comments »
Febbraio 4th, 2012 alle 19:23
Di fronte a lavoratori che sfilano con le bandiere della protesta perché voglio e pretendono lavoro, che fino a poco tempo fa non pensavano di trovarsi in questa improvviso capovolgimento di situazione lavorativa perché non ci sono state avvisaglie di crisi, anzi fino a qualche mese fa tutto era sereno tra sorrisi e canzoni si andava serenamente nel burrone e se siamo venuti a conoscenza che eravamo giunti sul ciglio ancora il significato di questo non era palese, ben compreso il significato. Parlare a chi di denaro? A quelli che ne hanno accumulato così tanto che nessun ingente debito del Paese può significare sacrificio è a questi che si vuole parlare di Vangelo? Il Vangelo riporta che il padrone della vigna ha compensato quelli della prima ora come quelli dell’ultima perché forse ha supposto che non per inerzia erano senza lavoro o anche perché avevano il diritto al cibo e all’abito per coprirsi, avevano una famiglia cui provvedere, non erano servi , strumenti ma uomini con la dignità che è uguale in tutti gli esseri umani, E’ un brutto risveglio quello di molti che richiede l’aiuto e la solidarietà al recupero e al diritto alla dignità di lavoratori. Quella bambina che ha ceduto l’importo della borsa di studia ad un altro compagno altrettanto meritevole è un esempio, e quell’imprenditore che condivide gli utili con i propri lavoratori è un altro esempio, darsi una mano, riconoscere il valore dei talenti che sono in ogni nostro simile, aiutare la barca in cui ci si trova e che fa acqua dando il proprio apporto non saltando in un’altra, questo è più importante che parlare soltanto di Euro. Dai a Cesare quello che è di Cesare…….. e al tuo simile ciò che vorresti per te, questo è anche scritto no?
Francesca
Febbraio 1st, 2012 alle 15:18
Scrive Franco Petraglia “… il denaro (eccessivo) logora i rapporti umani e inaridisce e distrugge i sentimenti alati di un tempo. In altre parole, la ricchezza materiale sostituisce il bene morale e spirituale e rovina il senso della vita e dell’amore”. Come dargli torto. Tuttavia, se potessi, porrei anche a Dio la domanda: “E’ il danaro la causa della malattia umana, oppure ne è un fattore di rischio, come il coltello?” Vedete, i “Professori” prima hanno parlato di semplici fattori di rischio della CAD (= cardiopatia ischemica, che può portare all’infarto) poi, lentamente, affascinati da luci luccicanti, obliando il Reale Rischio Congenito, diagnosticato col fonendoscopio e CURABILE, hanno parlato di quasi- CAUSE, contro le quali usare farmaci! E questi fattori di rischio, silenziosamente barattati per cause…, sono diventati circa 300, con notevoli guadagni per la bigfarma.
Torniamo al demone, il danaro: se allora il suo pericolo – penserà qualcuno – dipende dal DNA, sia mitocondriale sia nucleare, degli individui, non c’è nulla da fare contro di esso, e il libero arbitrio si dissolve come la poca nebbia all’apparire del sole: tutto è preordinato! Niente affatto, miei cari. Ho “dimostrato” scientificamente la validità scientifica del Principio della Funzione Ricorsiva del Genoma Frattalico, salvando il Libero arbitrio: http://www.sisbq.org.
In poche e semplici parole, possiamo influenzare il nostro patrimonio genetico, analizzato con un semplice fonendoscopio, normalizzandolo, come dimostra la Manue’s Story e – se non conoscete la Manuel’s Story, che neppure i nostri Oncolgi conoscono…, pensate ai merli dal becco giallo che hanno compreso l’inutilità di aver ancora paura dell’uomo un tempo cacciatore e vengono a cercare il cibo vicino ai suoi piedi.
Insegnando la storia della Salvezza, anche il Cristianesimo – a mio parere – rappresenta uno strumento terapeutico per l’uomo, che “ben l’ode”.
Gennaio 31st, 2012 alle 18:25
Carissimo Direttore,
secondo la mia forma mentis, il denaro (eccessivo) logora i rapporti umani e inaridisce e distrugge i sentimenti alati di un tempo. In altre parole, la ricchezza materiale sostituisce il bene morale e spirituale e rovina il senso della vita e dell’amore. Si perde il giusto equilibrio. Sappiamo tutti, in nome del Dio quattrino, quello che è capace di mettere in atto l’uomo: delitti, atrocità, angherie, soprusi e cattivi costumi. Personalmente ho sempre detestato le enormi ricchezze e le vincite, specialmente quelle stratosferiche. Nella mia vita ho cercato di vivere sempre dignitosamente, quasi come i monaci francescani, i quali dicevano: “Nihil habentes et omnia possidentes”(Non abbiamo nulla ma possediamo tutto) . Il sapore che scaturisce dai frutti del proprio sudore è più delizioso. E qui penso agli arricchimenti illeciti od altro.La corsa “demoniaca” verso il vile denaro avvelena la nostra esistenza e non ci consente di raggiungere quegli obiettivi-benefici tanto sperati e sognati per una vita serena, ricca di valori umani e degna di questo nostro effimero passaggio terreno.”Il denaro è buon servo ma un cattivo padrone”. Il denaro è lo sterco del diavolo”.
Con molti cordiali saluti.
Franco Petraglia – Cervinara (AV)