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Voglio vedere Dio

By Rai Vaticano | Gennaio 16, 2012

“Voglio vedere Dio” di padre Maria Eugenio di Gesù Bambino, oggi tradotto nuovamente (da Maria Rosaria del Genio) nella collana “studi carmelitani” della Libreria Editrice Vaticana, è un classico della letteratura spirituale del XX secolo. E come afferma il cardinale Georges Cottier nella prefazione: “A quasi cinquant’anni dalla prima pubblicazione, non ha perso niente della sua attualità. Scritto alla vigilia del Concilio Vaticano II ne anticipa, per così dire, l’insegnamento. L’opera costituisce una guida spirituale ma anche un trattato di teologia mistica. Così, per esempio, concetti di base come perfezione, santità, contemplazione, mistica, sono definiti con grande chiarezza, dissipando ogni possibile confusione”.

Padre Maria Eugenio di Gesù Bambino, Vicario Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi , è il fondatore dell’Istituto Notre-Dame de Vie (Nostra Signora della Vita), i cui circa 700 membri sono presenti in 24 paesi. Nato a Gua-Aveyron, inFrancia, il 2 dicembre 1894, è scomparso nel 1967. All’età di tredici anni scopre suor Teresa di Gesu’ Bambino e ne è conquistato. Crescendo all’ombra della futura Teresa d’Avila, riceverà esperienze mistiche analoghe che appunto descriverà in “Voglio vedere Dio”. Questo titolo infatti è proprio il grido di questa bambina di sette anni, nel XVI secolo spagnolo; è un’ insegnamento rivolto a condurci a Dio, affinché ognuno impari a contemplare il suo mistero e ad abbandonarsi al suo disegno d’amore.

Attraverso questo suo libro padre Maria Eugenio si propone a tutti come maestro di spiritualità: parla non solo a chi sceglie la vita religiosa, ma soprattutto a chi vuole intraprendere un cammino spirituale con la costante preghiera (sintesi tra contemplazione e azione) e voglia vivere l’esperienza mistica come mistero di Dio e dello Spirito Santo. “L’amore di Dio e’ stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci e’ stato dato” (Rm 5,5).

Lo spirito divino che abita nella regione più intima dell’anima “è un sole che invia costantemente i suoi raggi, un braciere sempre ardente, una fonte sempre zampillante. Esso diffonde incessantemente l’amore che purifica la persona, la trasforma e le permette di unirsi a Dio e di donarsi per la realizzazione del suo disegno”. La realtà della vita spirituale e del suo cammino non sono solo descritte nel volume, ma sono anche accompagnate dalla loro giustificazione teologica. Il libro è diviso in cinque parti con diversi capitoli ed ognuno di essi costituisce in sé un piccolo trattato che può essere letto più o meno indipendentemente dagli altri. Tutto l’insieme rivela il dinamismo di una vita e si possono scegliere le pagine che corrispondono alla esigenza del momento.

Nella presentazione Luigi Borriello ci spiega che Padre Maria Eugenio, sacerdote e carmelitano scalzo, è chiamato a predicare in diversi ambienti francesi e in molte parti del mondo fin dal 1923. Numerose saranno queste sue  conferenze che gli permettono di spiegare la scienza della preghiera carmelitana e proprio da questa esperienza nasce l’idea di scrivere questo libro. Dalla sua pubblicazione nel 1949 “Voglio vedere Dio” è stato diffuso in più di centomila esemplari e sono in corso le traduzioni in lingua cinese, portoghese, lettone, lituana e coreana. Papa Benedetto XVI, lo scorso 19 dicembre, ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche di Padre Maria Eugenio. E sabato 28 gennaio in Francia, a Notre-Dame de Vie, si celebrerà una Messa Solenne: Padre Saverio Cannistrà, vicario generale dell’Ordine dei carmelitani scalzi, con monsignor Jean-Pierre Cattenoz, arcivescovo di Avignone e ordinario del luogo, con Padre Henri del Bambino Gesù, provinciale dei carmelitani scalzi della provincia Avignone-Equitania insieme a tutti i membri dell’ Istituto di Notre-Dame de Vie e a tutti quelli che vorranno unirsi in preghiera, renderanno grazie a papa Benedetto XVI per il riconoscimento delle virtù eroiche di Padre Maria Eugenio. Un’occasione per conoscere ancor meglio questo straordinario maestro spirituale dei nostri tempi.

Antonia Pillosio

 

Topics: Libri | 11 Comments »

11 risposte per “Voglio vedere Dio”

  1. Maria Luisa scrive:
    Gennaio 30th, 2012 alle 16:19

    Che cosa può esserci in comune fra un libro così impegnativo e dei giovani dai 20 ai 35 anni?
    Eppure martedì scorso eravamo più di venti all’appuntamento mensile dove insieme leggiamo Voglio Vedere Dio. Forse perché la nostra sete di Dio vi attinge un insegnamento solido e quanto mai attuale. Ci insegna a pregare, a perseverare e a rendere conto della speranza che è in noi.
    Grazie Padre Maria Eugenio !

  2. Françoise scrive:
    Gennaio 27th, 2012 alle 16:51

    Dopo aver letto i diversi commenti all’ottimo articolo di Antonia Pillosi che presenta il libro “Voglio vedere Dio” di Padre Maria-Eugenio – da anni uno dei miei libri-guida -, non posso che ringraziare L.Menvielle per aver sottolineato con garbo l’essenziale del contenuto di questo libro che è un invito ad entrare nell’intimità di Dio ed a cooperare con lo Spirito Santo. Invito che, lo spero, saranno in tanti a raccogliere….E spero anche che il Signor Stagnaro,
    ottantene come me, saprà assai presto – non c’é tempo da perdere ! – , allontanarsi di ciò che chiama il “dubbio cartesiano” per abbandonarsi del tutto al disegno d’amore di Dio !

  3. don Guillermo Chacín scrive:
    Gennaio 25th, 2012 alle 22:04

    El libro “Quiero ver a Dios”, es una joya para la espiritualidad no solo carmelitana, sino que de la misma manera ayuda al crecimiento espiritual en la vida de cada presbitero. En simples y breves palabras: Una vivencia estraordinaria de Ministerio y Santidad sacerdotal. Un deseo de VER y ENCONTRAR al Divino Maestro.

  4. Domenica scrive:
    Gennaio 24th, 2012 alle 19:19

    Un libro per la vita intera, che ci apre una strada concreta e simplice verso Dio, nell’intimità della Trinità Santa e dei Santi. Grazie!

  5. Geneviève scrive:
    Gennaio 20th, 2012 alle 16:57

    Grazie Antonia per questa bella presentazione. Sono anni che “frequento” il libro Voglio vedere Dio, è per me un po’ come un compagno di viaggio, e devo dire che, pur essendo francese, lo leggo volentieri in italiano! Vorrei tanto che molti intraprendano quel viaggio verso la “visione” di Dio!
    Un suggerimento a chi sarebbe un po’ spaventato davanti all’ampiezza del volume: mettersi in un gruppetto di lettura “collegiale” con degli amici… è un buon aiuto.

  6. Cris scrive:
    Gennaio 17th, 2012 alle 10:26

    Si tratta di un libro bellissimo che consiglio a tutti di leggere. Grazie per averlo proposto e grazie anche ai commenti, specialmente quelli del dottor Stagnaro. Saluti.

  7. maria grazia rosa scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 21:23

    Conosco “Voglio veder Dio”. E’ veramente la “summa” della spiritualità carmelitana. Non ho mai trovato come qui spiegazioni chiare, esaustive e centrali sulle opere dei tre dottori carmelitani e quindi sulla spiritualità carmelitana. Ma quel che più importa, è l’attualità di un tale testo. Anche se scritto prima del Concilio Vat. II, descrive la santità come chiamata universale, per tutti i battezzati, mostrando che la vita mistica non è un’”esclusiva” di pochi scelti, ma la vita normale di chi ha accolto lo Spirito Santo riversato nel cuore (cfr Rm 5,5). Nel mondo d’oggi, bisognoso in realtà di Dio come non mai, Voglio veder Dio resta una guida sicura per la propria vita spirituale e la conduzione di gruppi nella vita di preghiera, anche perchè le verità che espone sono essenziali , aiutano l’anima a cogliere la verità di sè e di Dio rendendola più libera e gioiosa.
    Spero che l’ iniziativa di Radio Vaticana aiuti a far conoscere questo testo che fa entrare con tanta concretezza nella vita spirituale avvicinando gli uomini a Dio, e la stessa radio trovi in esso ispirazione per il suo apostolato. Grazie!

  8. Lucia Pepe scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 20:57

    Leggere questo libro è come capire che le enormi ricchezze della vita contemplativa e mistica del Carmelo possono essere vissute anche nelle modalità della vita di tutti giorni , da noi laici, genitori, lavoratori , sofferenti o persone immerse in problemi di ogni tipo. E’ come scoprire che rimanendo centrati nella fede in Cristo e nella Trinità, in ogni nostra attività, anche l’oscurità , l’aridità, il disgusto, la fatica e la nostra l’impotenza , le difficoltà della vita , i dolori che essa ci dà, possono portarci a scoprire ad un certo punto che in ogni caso, se il nostro cammino è perseverante , l’ essersi affidati ed il continuare ad affidarsi ad un Dio che è nostro Padre, rende lieto il nostro cuore , di una letizia misteriosa , più sottile e più profonda di tutte le avversità, che non fa rumore , ma che vive come una speranza che abita nel più profondo dei nostri cuori che sprigiona ogni tipo di grazia, e che alla fine ci rende capaci di dire come ha detto Giobbe : Mio Dio prima “Io ti conoscevo per sentito dire , ma ora i miei occhi ti vedono “!(Gb 42,5) . Credo che questo libro sia davvero un dono per le nostre vite.

  9. Gianni scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 20:56

    il libro è veramente molto bello e profondo, ti fa giungere nel cuore della spiritualità carmelitana, percorrendo dei sentieri dove ogni piccolo fiore si riveste di una grande forza, è meraviglioso davvero leggere queste pagine e l’anima riconoscendo se stessa riconosce Dio e la Sua luce brilla sempre di più…..
    Grazie Padre Maria Eugenio di Gesù Bambino, il tuo libro è un capolavoro di vera spiritualità….

  10. Louis Menvielle scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 18:19

    Carissimo Sig. Stagnaro, mi sembra che, dal Cielo, Padre Maria Eugenio “legge” il Suo commento. Sicuramente non penserebbe ad una “dimostrazione” scientifica dello Spirito Santo. La sua è stata una vita di amicizia con lo Spirito Santo che lo ha “afferrato” all’inizio della sua vita religiosa. Un amico non si dimostra, lo si incontra. Le auguro di scoprirlo, ciò cambia tutto! Cordiali saluti.

  11. Sergio Stagnaro scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 10:13

    Si racconta che “Allo zio che riuscì a rintracciarli (quando ormai quasi li piangevano morti, pensandoli caduti in uno dei numerosi pozzi aperti nelle campagne), e poi anche alla mamma che li rimproverava inquieta, Rodrigo rispondeva piangendo d’aver fatto quello che aveva voluto Teresa, ma Teresa, con la voce e gli occhi pieni di desiderio e di sfida, aveva insistito: « Io voglio andare a vedere Dio» “.
    Il titolo del libro di Padre Maria Eugenio, non certo il contenuto, godimento dello spirito per chi lo legge, lascia perplesso, turbato, insoddisfatto un ottuagenario come me, che, come i gabbiani della sua Liguria, ha vissuto e vive “balenando in burrasca”, e col passare degli anni sempre più affascinato dall’ “anima santa che il mondo fallace fa manifesto a chi ben l’ode…”.
    Intendo dire che anche la definizione agostiniana “Credo Te esse aliquid quod nihil maius cogitari potest” è criticabile facilmente da parte di un ateo (… “ma io non credo!”: con la protasi cade miseramente l’apodosi), sebbene la frase è ispirata dallo Spirito Santo, di cui abbondava il vescovo di Ippona. La volontà del cogito sottende il dubbio cartesiano, origine dell’ateismo moderno, secondo Cornelio Fabro; un pensiero da me condiviso.
    Dio, con la sua ineffabile misericordia ci concede di vederlo quando il nostro cuore, con un ultimo battito ci permetterà di ritornare all’agognato porto della mia … e di Ivan Tjllich, eterna nostalgia. Se Padre Maria Eugenio leggesse il mio commento alla URL http://raivaticano.blog.rai.it/2011/11/15/la-meta-e-la-vita-eterna/#comments, cosa penserebbe della “dimostrazione” scientifica dello Spirito Santo?

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