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FEDE E SAGGEZZA / I messaggi della grande tradizione classica e cristiana

By Rai Vaticano | Gennaio 7, 2012

(NdR). Con questo articolo monsignor Giuseppe Cremascoli riprende la collaborazione al nostro blog: lo salutiamo e lo ringraziamo sin da ora per le riflessioni che saprà proporci.

Torno sul luogo del delitto, con misfatti – spero – di lieve entità. Uso questa ridondante metafora per dire di aver ceduto al desiderio di tenere, come ai tempi del compianto Giuseppe De Carli, una rubrica pressoché settimanale su questo vivace e appezzato blog, discorrendo un po’ di tutto e nella speranza di ritrovare – se mai ci fu – qualche generoso lettore che mi abbia benevolmente seguito in passato. Sono grato all’attuale Direzione, che, accogliendo questo mio desiderio, mi riserva (con beneficio d’inventario, ovviamente) anche quest’anno uno spazio in cui far sgusciare umbratili pensieri evocati con sommesse parole.

Per la rubrica che ora inizia, il titolo è espresso nel binomio «Fede e saggezza». La formula può sembrare altisonante e inadatta a dare aiuto a chi volesse imboccare sentieri in penombra o a proporre verità amatissime ma da sussurrare con trepidazione e a voce bassa, con animo attento e umile. Nessuno, in ogni caso, si turbi. Sappiamo che le parole usate con la pretesa di dire tutto, corrono il rischio di non dire quasi più nulla. Ciò avviene quando il logorio le erode lasciandole devastate da una retorica in cui si dimentica che dobbiamo, sì, riferirci alle vette, ma senza dimenticare che  tutto è limitato e fragile in noi, e – proprio per questo – bisognoso di essere costantemente restaurato o ricostituito. 

In omaggio a questi sentimenti di umiltà, presteremo ascolto, sul tema della rubrica, a messaggi a noi giunti dalla grande tradizione classica e cristiana, costituitasi in un lungo fluire di secoli superando difficoltà di ogni tipo e guadagnandosi, così, la sopravvivenza. Alternando le scelte, porremo, a base dei nostri pensieri, una volta una massima desunta da autori latini del mondo pagano e, la successiva, testi sapienziali accolti nella letteratura cristiana elaborata dai Padri del deserto. Nessuna meraviglia di fronte agli ambiti di cultura testé citati. Sia i pensatori del mondo classico sia i cristiani impegnati in grandi esperienze di fede e di ricerca dell’unico necessario, hanno concentrato in messaggi di splendida forza il richiamo ai grandi valori della fede e della saggezza. Il loro pensiero, nelle massime in cui esso è scolpito, ha resistito all’urto dei secoli e alla capacità erosiva del tempo che passa e divora le cose.

Inserendosi nelle culture che mutano, quei messaggi costringono a riflettere, ad imboccare percorsi di autocritica, ad orientarsi, insomma, nella selva oscura in cui basta un nulla per perdersi. Sono in molti a credere che viviamo in un’epoca drammatica, definita postideologica e postcristiana per dire che, nel tracollo delle antiche certezze, l’Occidente sembra sempre più avvolto in una fitta coltre di incertezza e di angoscia. Tutto reca in sé i segni della contraddizione e lo spettro di forze oscure che potrebbero scatenarsi e travolgerci. La tecnologia raggiunge traguardi sempre nuovi e con velocità inarrestabile. Cadono barriere e ostacoli una volta ritenuti insormontabili, e ciò crea, nell’intimo dei cuori, un viluppo di desideri infiniti, sempre stroncati, però, dall’irrompere del limite, dell’errore e della sconfitta. Anche i successi della tecnologia sconvolgono i meccanismi del profondo, suscitando sicurezze spesso infondate e, di conseguenza, delusioni e angoscia.

Siamo alla ricerca di bussole che funzionino, di luci che guidino i nostri passi. Ci sono valori in cui bisogna credere, per sentirsi sicuri e saldi. Fede e saggezza, quindi, e ciò in ascolto di messaggi elaborati nel corso dei secoli e giunti sino a noi per infondere speranza in un mondo che muta e per creature che devono, nonostante tutto, giungere a salvezza. Si naviga sempre così nel fiume dei secoli, e non può non esserci un porto da cui spiccare il volo verso il regno senza lutto e senza pianto.

Giuseppe Cremascoli

 

Topics: Dibattiti | 9 Comments »

9 risposte per “FEDE E SAGGEZZA / I messaggi della grande tradizione classica e cristiana”

  1. giuseppe cremascoli scrive:
    Gennaio 10th, 2012 alle 22:30

    Sono commosso e un po’ frastornato: alla mia età le cose vanno spesso così. Mando un saluto carico di grande affetto a tutti. Di cuore. DGiuseppe Cremascoli

  2. Sergio Stagnaro scrive:
    Gennaio 9th, 2012 alle 13:53

    Unisco i miei ai tanti auguri di bentornato al nostro Giuseppe Cremascoli: il File con tutti – o quasi – i miei messaggi pubblicati nel blog inizia con una sua bella foto, con tanti libri in uno stanco scaffale sullo sfondo. Bene. Mi auguro di leggere in futuro anche testimonianze “personali” di amici che hanno sperimentato come Fede e Saggezza altro non siano che le due faccie della stessa moneta che permette all’uomo di condurre la vita terrena secondo la immanenza perfettivea per intraprendere alla fine l’ascesa verso la trascendenza.

  3. Severino F. scrive:
    Gennaio 9th, 2012 alle 13:46

    Bel ritorno. Visto il titolo della rubrica, sarebbe bello se il professor Cremascoli trattasse nel corso del tempo la non rara coincidenza tra gli insegnamenti della morale tradizionale e quelli della morale cristiana.
    Grazie.

  4. francesca scrive:
    Gennaio 9th, 2012 alle 13:16

    Monsignore bentornato, si leggono tante pagine ben scritte ma povere di avere la forza, il contenuto, invece, non così le Sue. Fede è una luce che non in ogni uomo è accesa anzi se si dovesse guardare da un’altura tutto dove egli cammina apparirebbe come le luci del firmamento capovolto dove ci sono buchi neri, nebulose e poche sono le stelle splendenti visibili ad occhio nudo. Forse però C’è sempre quella luce di candela , che in casa si tiene come di riserva, che è la “ speranza”, ma quanta fatica per farla durare accesa e quanti zolfanelli di buona volontà bisogna bruciare ogniqualvolta un soffio d’aria la spegne e la si vuole mantenere accesa!!! Di più Speranza oggi sembra ci sia bisogno per non cadere nel baratro. Se uno si trova in groppa ad un cammello in una notte nera e senza stelle , non si vede il sentiero che si sta percorrendo e ci si fida delle doti dell’animale che ci trasporta, lui lo conosce il sentiero, COSì è la Fede che ci può portare;, ma se questa manca allora dobbiamo vedere di camminare con una luce che portiamo appresso, quella della Speranza . . Se dovessi rappresentare con un disegno l’oggi direi al vignettista di disegnare un ometto che affannosamente cerca di stare attaccato ad un oggetto (tutti quelli che ha inventato) il quale si muove così velocemente che a fatica riesce a tenere e quasi gli sfugge di mano, ma se lo lasciasse cadrebbe rovinosamente a terra . Quale la Parola che venga in suo soccorso?a rialzarlo? Quanto possente deve essere per farla udire, per essere un SOS Quale consiglio a guarire tanto stress e a riaccendere in lui un’altra speranza?
    Francesca

  5. Rivadeurs scrive:
    Gennaio 8th, 2012 alle 21:45

    aspettiamo con piacere di leggere gli interventi di cremascoli, sempre pieni di critsiana saggezza, bentornato a casa, mons.

  6. franco petraglia scrive:
    Gennaio 8th, 2012 alle 09:47

    Carissimo e stimatissimo Direttore, innanzitutto mi consenta di porgere il” bentornato” all’amatissimo Mons. Prof. Cremascoli dotato di mente lucida e fantasia feconda. Un letterato di primissimo ordine. Gli siamo eternamente grati per la sua magnifica opera.

    26 MISSIONARI MARTIRIZZATI
    Nel 2011 sono stati 26 i missionari uccisi nel mondo. Questi costruttori di pace sono stati vittime di inaudita violenza. Molti sono stati trucidati in tentativi di rapina o sequestro. Altri ancora sono stati soppressi perché, nel nome di Cristo opponevano l’amore all’odio, la speranza alla disperazione, il dialogo alla contrapposizione, il diritto al sopruso. Di fronte ad un mondo che è sempre più atterrito; di fronte ad uomini e donne che non riescono più a guardare in alto(Duc in altum) e di fare progetti concreti, i missionari eliminati ci lanciano un forte messaggio d’amore: avere ancora più vigore nella fede, a credere che una nuova umanità ci potrà essere all’orizzonte. A sperare, insomma, in un sogno che trasforma le coscienze, cambia la mentalità ed il “modus vivendi”. Questi martiri ci danno la forza di vivere la nostra quotidianità con maggiore serenità. Senza la loro testimonianza il mondo sarebbe più povero e più arido. Essi illuminano i nostri giorni tenebrosi e ci guidano verso la luce che è Cristo: Via, verità e vita. Il loro sangue versato per la causa del Vangelo non è stato indarno. In conclusione: mi piace ricordare una famosa frase dei cavalieri templari: “Quando la paura bussa alla porta, il coraggio va ad aprire, ma non trova nessuno”
    Ringrazio caldamente per la cortese accoglienza e porgo molti affettuosi saluti.
    N.B. Giungano a tutti i lettori di questo favoloso blog i miei più calorosi auguri per un sereno e brillante 2012 colmo di soddisfazioni e novità.

    Franco Petraglia – Cervinara (AV)
     

  7. Elena Neirotti scrive:
    Gennaio 7th, 2012 alle 20:16

    Lo stile di monsignore Giuseppe Cremascoli è inconfondibile e noto a tutti i lettori, offrire verità e intelligenza con nobile naturalezza. Speriamo che continui a lungo a farci leggere i suoi scritti. Bentornato!

  8. Paolo scrive:
    Gennaio 7th, 2012 alle 20:12

    E’ una piacevolissima novità questa di poter rileggere gli articoli di Monsignor Cremascoli! Sono veramente felice e credo di poter parlare a nome di tutti i lettori del blog di Rai Vaticano!

  9. Matteo Dellanoce scrive:
    Gennaio 7th, 2012 alle 18:26

    BENTORNATO PROFESSORE!
    Matteo Dellanoce

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