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Il dovere di non tacere

By Rai Vaticano | Gennaio 4, 2012

Volevo porre agli amici del blog una domanda: se durante uno spettacolo a teatro fossero rivolte dagli attori oltraggi ad una gigantografia di Gesù sulla scena e, a conclusione della performance, venissero gettati anche degli escrementi su quell’immagine, un cattolico avrebbe il diritto di sentirsi offeso e perciò di reagire, oppure dovrebbe accettare tutto questo come arte?

Se tale domanda può sembrare teorica, debbo dire che purtroppo essa rispecchia quanto è successo - nell’assordante silenzio della nostra laica e democratica stampa - lo scorso dicembre in un teatro della “civilissima” Parigi. La trama della commedia, se così ancora vogliamo chiamarla, dal titolo “Sul concetto di volto nel Figlio di Dio”, scritta e diretta da un certo Romeo Castellucci,  autore d’avanguardia, denuncia la solitudine e la degradazione dell’uomo di fronte alla vecchiaia, alla malattia e all’abbandono di Dio stesso.

Ed ecco, allora, il colpo di genio dell’autore. Nella seconda parte della rappresentazione, il palcoscenico viene letteralmente cosparso da escrementi (degna immagine di quest’opera, ndr) per mostrare l’estrema degradazione umana. Poi, senza dire una parola, in scena salgono dei ragazzi che si chinano raccogliere queste feci per poi lanciarle, come si fa in un tiro a segno, sul volto di Gesù, illustrato dallo splendido capolavoro di Antonello da Messina. Alla fine di questa azione, sull’immagine, ormai completamente imbrattata, cala un velo nero con la scritta: “You are not my shepherd” (“Tu non sei il mio pastore”).

Davanti a tanta blasfemia non tutti i cristiani hanno voluto porgere l’altra guancia. Sono stati presentati decine di ricorsi giudiziari, esposti, petizioni con migliaia di firme un po’ in tutta la Francia per la cancellazione dello spettacolo, ma tutto è stato vano. 

Non vogliamo neanche pensare a che cosa sarebbe successo se, al posto del Volto di Cristo, ci fosse stato un simbolo islamico o ebraico, oppure il volto di un omosessuale. Si sarebbe gridato alla scandalo, al razzismo, al fascismo e via discorrendo; ma per offendere Cristo ci si appella all’arte e alla libertà d’espressione sapendo, con il coraggio dei vili, che a differenza di altre confessioni religiose, non c’è alcun pericolo di ritorsione, anzi solo tanta pubblicità.

Davanti al silenzio delle autorità parigine e, purtroppo, a quanto risulta, anche della Chiesa ufficiale, alcuni cattolici, tutti giovanissimi, hanno protestato cercando, dopo aver comprato regolarmente il biglietto, di interrompere più volte la rappresentazione, salendo sul palco e mettendosi a pregare, tra insulti e bestemmie degli altri spettatori, fino all’arrivo della polizia che li ha arrestati e messi in galera.

Si dirà che, nonostante lo scandalo per un tale spettacolo, la risposta dei ragazzi è stata di certo troppo violenta, degna della Chiesa ottusa ed oscurantista di un tempo, nel tentativo di voler proibire ad altri di godere di tale rappresentazione. Insomma si dirà che si trattava di gente poco dialogante.

Tutto vero; ma quando allora un cristiano deve intervenire per difendere i diritti di Dio e la dignità della propria fede? Forse, come vorrebbero molti, nel silenzio delle catacombe? Intanto i ragazzi arrestati sono passibili di pene che vanno da uno a tre anni di carcere, come per gli spacciatori di droga o gli sfruttatori della prostituzione, con multe da 15.000 a 45.000 euro.

Quasi tutti gli arrestati sono molto giovani e non hanno certo i mezzi finanziari per difendersi dalle tante cause intentate per la loro azione di disturbo, ma non è ancora finita. Alcuni hanno già perso il lavoro ed altri lo stanno perdendo come un giovane, con  famiglia a carico, che ha ricevuto un ultimatum dalla sua azienda e rischia di essere licenziato.

Tutto questo mentre chi offende Dio, grazie alla macchina della propaganda, si può erigere a martire della libertà. Giornali come Le Monde, Libération, l’Humanité, Rue89, il Nouvel Observateur, Télérama hanno messo alla gogna mediatica questi “ribelli” e, lo dico con tristezza, anche il cattolico la Croix.

Ma questa è la giustizia del mondo, come sanno bene tutti i veri cristiani. ”Se hanno perseguitato me – dice Gesù agli apostoli – perseguiteranno anche voi” (Gv 15, 17 18 20) e così, purtroppo, sarà fino alla fine dei tempi. Ma questo non significa che si debba per forza tacere fino a quella data.

Antonello Cannarozzo

 

Topics: Opinioni e contributi | 20 Comments »

20 risposte per “Il dovere di non tacere”

  1. Francesca scrive:
    Febbraio 1st, 2012 alle 10:58

    Mercoledì 25 gennaio 2012: La Stampa –“Tra le proteste la pièce con Gesù debutta a Milano”in sala un pubblico che non era (solo quello delle prime) con l’assessore alla cultura, filosofi, cantanti e registi noti. Al termine dello spettacolo, dibattito in teatro sulla libertà di espressione.Dopo le polemiche dei giorni scorsi il direttore artistico del teatro Andrè Ruth Shammah si chiedeva “perché il caso è montato a livelli inspiegabili e qualcuno ha di certo soffiato sul fuoco. Mi viene di pensare che la regista in realtà il fuoco non poteva averlo visto perché per Lei era importante la sua arte non quanto ha voluto esprimere.
    Sono sempre più convinta che il “dovere di non tacere” è cosa buona e utile quando anche cristianamente attenta a che il Volto del Signore Gesù Cristo che noi conosciamo di Persona non venga malamente usato
    Francesca

  2. Maria Rosa scrive:
    Gennaio 28th, 2012 alle 23:56

    Il Beato Giovanni Paolo II così si rivolse nell’anno giubilare, il 17 dicembre, agli uomini e alle donne del mondo dello spettacolo: “…..La prima risposta che vi offre la Parola di Dio è un invito a ritrovare la gioia….. una gioia profonda, radicata nel cuore e capace di pervadere l’intera esistenza del credente. Una gioia che può convivere con le difficoltà, con le prove, addirittura – per quanto ciò possa sembrare paradossale – con il dolore e la morte. …perchè il Signore è venuto ad abitare in mezzo a noi e ci ha donato il suo amore.
    E’ la gioia del Natale e della Pasqua, dono del Figlio di Dio incarnato, morto e risorto; una gioia che nessuno può togliere a quanti sono uniti a Lui nella fede e nelle opere(cfr Gv 16,22-23)
    …Non lasciatevi condizionare dal mero interesse economico o ideologico… abbiate sempre presenti le persone dei vostri destinatari… siate sempre per loro modelli positivi e coerenti, capaci di infondere fiducia, ottimismo e speranza. per poter realizzare quest’impegnativa vostra missione, vi viene in aiuto il Signore, al quale potete ricorrere mediante l’ascolto della sua Parola e la preghiera. Sì, carissimi, voi che lavorate con le immagini, i gesti, i suoni, in altre parole, lavorate con l’esteriorità. Proprio per questo, voi dovete essere uomini e donne di forte interiorità, capaci di raccoglimento. In noi abita Dio, più intimo a noi di noi stessi, come rilevava S. Agostino. Se saprete dialogare con Lui, potrete meglio comunicare con il prossimo. Se avrete viva sensibilità per il bene, il vero e il bello, i prodotti della vostra creatività, anche i più semplici, saranno di buona qualità estetica e morale.
    …Maria, la Madre del Verbo incarnato ci insegna che per portare al mondo la pace e la gioia occorre prima accogliere nel cuore il Principe della Pace e la sorgente della gioia, GESU’ CRISTO. Perchè questo avvenga, è necessario convertirsi al suo amore, essere disponibili a compiere la sua volontà. Il mio augurio è che possiate pure voi, carissimi amici del mondo dello spettacolo, fare questa consolante esperienza.”
    Per la dolorosa passione del tuo Divin Figlio,Gesù Cristo, o Padre, abbi misericordia di noi e del mondo intero.
    Maria, Madre del Verbo incarnato, prega per noi.
    S. Giuseppe glorioso e potente prega per noi.
    Amatissimo Giovanni Paolo II ottienici dal Signore il dono della conversione del cuore.
    Vieni Santo Spirito, manda a noi dal Cielo un raggio della TUA LUCE.

    Maria Rosa Barzaghi
    Amatissimo

  3. Francesca scrive:
    Gennaio 25th, 2012 alle 11:05

    …….correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro , si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli ma avvolto in un luogo a parte….
    E così oggi in questo blog (grazie Giuseppe De Carli), si viene a sapere che anche i teli esistono, hanno percorso la storia e sono arrivati sino a noi. Sarebbe interessante venire a conoscere oltre il loro percorso storico anche le analogie scientifiche con il lenzuolo sindonico; per chi avesse ancora dubbi sarebbe una verità che non ha bisogno di altre risposte. Del resto perché questi due oggetti sono stati lasciati lì, bene ordinati ? ciò non dimostra anche,questa cura, un intento per un qualche fine?. Come c’è stato un Tommaso allora, oggi di increduli è pieno il mondo!!!! Sono anche moltissimi coloro che credono e che pensano naturalmente siano veri questi oggetti che hanno percorso la storia passando indenni di persona in persona con tanta cura e importanza conservati. Della Presenza di Gesù Cristo c’è testimonianza in tutto il mondo, in ogni tempo artisti hanno parlato di Lui, uomini gli hanno reso grazie elevando chiese, croci, nelle cime più alte, come nel profondo del mare, e in suo Nome grandi opere di carità e amore vivono e danno concretezza al suo messaggio evangelico . Perciò giacchè anche la storia della sua esistenza risulta vera anche per un non credente – si festeggia il Suo Natale, la Sua Pasqua e quindi anche della Sua Resurrezione – è logico si parli di Lui come Uomo Santo , oltre Dio figlio di Dio per i credenti, visto anche che vive nelle opere dell’uomo di oggi sembra naturalmente conseguente l’idea che come Tutto Questo Egli abbia lasciato segni tangibili quali le bende e il telo corrispondendo con ogni uomo credulo e incredulo, e di ciò ne è prova le risposte rimaste inspiegabili anche dalla scienza . Grande cosa quindi l’esistenza di tutti e due i resti lasciati nel sepolcro vuoto, visti da due apostoli, ben descritti nel vangelo di Giovanni, e trovati e arrivani fino a noi oggi!!. Possono essere insieme illuminanti.
    E’ un atto quello della principessa Yasmin di rivolgersi Al Tribunale dei diritti umani per la tutela del volto di Cristo che è dovuto alla verità, a onore della verità dell’esistenza di Cristo , nato e vissuto in terra, che ha segnato il mondo degli uomini con i segni della Pace, dell’Amore senza i quali gli uomini diventano inumani, disperati, desiderosi soltanto di morte anziché vita. Si, giacchè in “Christ we trust” è reale la sua esistenza, è degna di rispetto la sua memoria, la sua immagine è il bene che Egli rappresenta, pertanto è giusto pretendere di rivendicarne il rispetto e il riconoscimento anche presso la Corte dei diritti dell’Uomo.
    Francesca

  4. Europress scrive:
    Gennaio 24th, 2012 alle 05:36

    “La rivoluzione delle feci!Questa è La vigliaccheria dei finti intellettuali progressisti:temono di non apparire tolleranti e sono come Giuda che vendono Cristo per trenta danari di viltà e ossequio ai radical chic ridotti ormai ad una fase di regressione infantile ove possono compiacersi solo delle loro feci” .Yasmin von Hohenstaufen

  5. Fondazione Longobarda scrive:
    Gennaio 23rd, 2012 alle 14:51

    Sair la Principessa Yasmin si rivolge al Tribunale dei diritti umani per la
    tutela dell’immagine del volto di Cristo!

    In relazione all’opera teatrale presso il teatro Parenti di Milano, ove si
    rappresenta il volto di Cristo oggetto di vilipendio, fermo restante la tutela
    della libertà artistica,per Sair la principessa Yasmin, irrinunciabile e
    indiscutibile , L’associazione per la tutela del vero volto di Cristo dalle
    Bende e sindone custodite da Federico II, (Avvenire 14 febbraio 97)di cui è
    Presidente Sair la Principessa Yasmin von Hohenstaufen che è Presidente del
    Centro Internazionale della Pace multireligiosa , ha richiesto che venga
    sospesa la rappresentazione, per legittimo sospetto di arte intenzionale,
    quindi potenzialmente blasfema a livello, sia pure inconscio subliminale ,
    poichè il medium è il messaggio ed il mezzo proviene da sicura anamnesi
    erodiade. Fermo restante che Federico II fu uno dei primi imperatori che tutelò
    i diritti degli ebrei e che il padre della principessa per salvare migliaia di
    ebrei rischiò di essere rapito dalla Wermarcht , come si commemora nei palazzi
    aviti dei principi Puoti Pallavicini avi della nonna italiana della Principessa
    Yasmin, dagli archivi dell’Hohenstaufen castle di Alfi di fiordimonte, emerge
    che la dinastia Shammah, se non è una omonima, o un cognome dato a caso, sia
    quella di Erode il Grande e di Erode Antipatra .Si parla quindi di una dinastia
    che ha perseguitato Cristo, ancor prima di nascere, con la strage degli
    innocenti e dei procuratori che congiurarono per un infame processo di Cristo .
    fino a portarlo in croce.La scelta pertanto, anche involontaria diventerebbe
    sia pure a livello subliminale una persecuzione ed un ennesimo messaggio che
    il sinedrio ed Erode continua a insultare e perseguitare Cristo.Ciò non può
    essere considerato un fatto casuale, in quanto è come un pronipote di
    Hitler, organizzasse uno spettacolo teatrale ove celebrasse l’olocausto degli
    ebrei. Certamente la regista Shammah sarà in buona fede ,ed è intellettuale di
    altissimo livello, o magari è un’omonima, ma l’indagine è doverosa, in quanto,
    indipendentemente dalla volontà della stessa e dalla sua buona fede, non si
    può lasciar passare un messaggio sia pure subliminale nel terzo millennio di
    Erode o a giudici del Sinedrio .L’associazione il vero Volto di Cristo
    visibile su google cliccando il vero volto di Cristo dalle Bende di federico II
    che corrisponde al volto sindonico, solo che essendo le bende delle garze a
    contatto diretto del volto, ne rimarcono la vera fisionomia che corrisponde al
    volto(g descritto da Lentulo a Re Abgdar! Non è escluso che l’opera sia una
    incapacità di alcuni discendenti di stirpe prestigiose ebraiche che non
    riescono a metabolizzare il peccato originale degli avi, cosa da rimuovere
    senz’altro attraverso l’archivio vivo.(giustoprocessonews)
    Per eventuali ricerche cercare i termini (la sindone e le bende di Federico II
    , le bende e gli archivi svelano documenti inediti della principessa
    Hohenstaufen in cappelle di Famiglia )video la sindone presso Federico II
    consegno internazionale di san Marino.Baima Bollone:la tesi della principessa
    Hohenstaufen è degna di fede!

  6. Francesca scrive:
    Gennaio 17th, 2012 alle 12:31

    Da wwwTeatro Parenti
    Andrée Ruth Shammah Ci siamo documentati in modo approfondito e Romeo Castellucci ha confermato che mai nell’opera, neppure nell’edizione integrale, c’è un lancio di escrementi contro il volto del dipinto di Antonello da Messina, mentre l’inchiostro che lo ricopre nel finale è un velo nero, simbolo del dolore. In Francia, poi, autorevoli religiosi e molti cattolici, dopo avere assistito allo spettacolo, ne sono rimasti toccati e ne hanno sottolineato il contenuto intensamente religioso”.
    Signora, sicuramente Lei sarà una brava regista, ma anche se non si tratta di escrementi, anche se è velo e non inchiostro non cambia l’effetto che ha prodotto su certi spettatori e la percezione negativa che ne hanno ricevuto -. Onestamente di questo sarebbe da prenderne atto. Se però non è ciò che il regista voleva esprimere e cioè “preghiera” o “altro” allora non è stata data alla rappresentazione una sufficiente chiarezza visto le contestazioni mosse da quel pubblico che si si è sentito offeso e ha impulsivamente reagito . Non esiste il cristiano di destra o di sinistra, il cristiano è quella persona che cerca di mettere in pratica il Vangelo di Cristo perché crede nella Sua Parola e si sente colpito intimamente se del suo Maestro se ne parla in modo da sembrare ingiusto. Interrogandosi circa certe realtà che esistono e sono intorno a noi ma che non sono il frutto dei suoi insegnamenti, questo lo fa apparire Persona sorda e impietosa – il Pastore indifferente alla pecora smarrita o ferita o indifesa, tutte quelle certe realtà che viviamo e siamo immersi , e ci si dimentica che l’UOMO è creatura libera…….www M.Po. “Non cerco la verità, ma faccio teatro. E non mi chieda che cattolico sono: sono cose mie non le dirò mai, non mi definisco” . Se questa è una risposta rilasciata alla protesta allora il fatto di averla rappresentata in teatro non la corrisponde . E’ giusto la libertà di regia e di pensiero ma va tenuto in debito conto che se questo viene espresso ci sono dei limiti da rispettare perché anche agli altri va riconosciuto il diritto di parola o “il controcanto”. Forse per queste considerazioni e senza rinunciare al progetto di mettere in scena l’opera in argomento, sarebbe saggio prima il ripensarla con delle luci che focalizzino meglio quanto si vuole esprimere e ottenere così maggiore consenso e, perchè no, soddisfazione anche da quel pubblico che paga il biglietto interessato a considerare le diverse correnti di pensiero. Anche e proprio quelle diverse dal proprio
    Francesca.

  7. Francesca scrive:
    Gennaio 16th, 2012 alle 12:25

    Al Signor Pocosgnich che ha voluto rispondere ad una opinione espressa da persone le quali hanno, a suo giudizio, dato troppa fiducia a quanto nel blog il Sig. Cannarozzo, giornalista, ha riportato, mi permetto insistere nel confermare il mio primo parere, e ancora ad approvare il coraggio del giornalista il quale ha osato rompere i commenti al chiuso e invece ha promosso quelli all’aperto . Il voluto il silenzio da parte di molti sembra assomigliare tanto a indifferenza, sembra voler far intendere che significa come “ il porgere l’altra guancia evangelico”, e non piuttosto il fare ciò che conviene per non procurarsi fastidi – come essere accusati di bigottismo, di non essere aperti , o per presunta superiorità?. Così facendo è logico che una qualsiasi altra voce trova spazio, suppone di potersi concedere qualunque espressione di libera arte, espressione accettata , tollerata , perché magari corrisponde a un pensiero non solo del regista che mira a guadagnare consenso dall’opera, ma uscire dai limiti di ciò che non è arte, lo percepisce qualunque cittadino che del rispetto non può fare a meno qualunque sia il credo personale, che pretende di assistere ad un’opera teatrale intelligente e all’altezza di venire convenientemente rappresentata . Se poi si ha l’ardire di parlare e rappresentare una figura religiosa, come nel fatto in questione , cioè di parlare di Gesù Cristo, Figlio di Dio per il credente, Maestro e fondatore della Chiesa nel nostro Paese e in tutto il mondo, al quale guardano i fedeli di generazione in generazione da 2000 e più anni, e che ha uomini di ogni colore e razza i quali improntano la propria vita ai suoi insegnamenti, bè i regista dovrebbe leggere prima tutta la Bibbia, interrogare tutti coloro che di Lui possono dire, e considerare quanto meno le Opere che in Suo Nome ancora oggi parlano e vivono e che sono pilastri non da poco nella società di oggi così carica di povertà ! Possibile voler essere così ciechi? Anche le Pubbliche Amministrazioni sanno di ricevere beneficio anche se non a volte apertamente, e contano su questo aiuto prezioso perché a volte pesante e rifiutato. Poi se ne può dire qualche cosa, ma non certo dimostrare una regia che appare non rispondere a verità, a modesta , parziale personale visione di giudizio che si rifà alle tante miserie che certo sono nell’uomo stesso, nella mancanza di vero amore. Una critica in pubblico teatro, può incontrare consenso ma anche avere la conseguenza del libero rifiuto, e rigetto a tale arte teatrale.
    Francesca

  8. Andrea Pocosgnich scrive:
    Gennaio 14th, 2012 alle 14:01

    Gentile Antonello,
    eccomi di nuovo qui per ripetere quello che ormai è apparso su parecchi giornali ma in questa sede sembra proprio che non possa essere percepito e divulgato:

    Il lancio di cui si parla appartiene a una versione iniziale dello spettacolo e quelle immagini, a torto usate anche nell’intervista, sono prese proprio da quei primi studi se non addirittura dalle prove. Nello spettacolo e dunque non ci saranno neanche a Milano. Il teatro Franco Parenti all’epoca dell’acquisto se n’è accertato. Leggete a questo proposito la lettera della direzione artistica del teatro. Potete trovare le pagine dei giornali e la lettera di Andrée Ruth Shammah sulla pagina facebook del teatro.

    Il problema qual’è: con questa gestione dell’informazione (vedi esempio del telefono nel mio primo commento) si butta benzina sul fuoco e gli estremisti, giustamente fidandosi di quello che viene raccontato, dato che non hanno visto lo spettacolo, iniziano a farsi sentire. Sapete quante minacce sta ricevendo il teatro?

    Poi per il resto possiamo parlare per ore e sono sicuro che entrambe le nostre intelligenze avrebbero piacere estremo nell’incrociare estetica e teologia: però ripeto dobbiamo partire da FATTI CERTI, lei Antonello è troppo abile e intelligente per non capire questo banale assunto

    Ora io non ce l’ho con voi perché l’abbaglio come voi lo hanno preso parecchi blog e siti cattolici dopo le proteste francesi, ma caspita qui in alto campeggia una scritta: RAI…

    Ammettete insomma (seconda plurale per ampliare il discorso a coloro che vogliono boicottare lo spettacolo) che vi siete infervorati un pochino troppo e a torto insomma.

    grazie per il dibattito piacevole e corretto

    a.

  9. Rai Vaticano scrive:
    Gennaio 11th, 2012 alle 11:29

    Riportiamo qui di seguito un commento del collega Antonello Cannarozzo.

    Il signor Andrea Pocosgnich pone una serie di obiezioni molto circostanziate al mio articolo, obiezioni cui cercherò di rispondere.
    La prima osservazione, che nelle intenzioni del suo autore dovrebbe far tacere tutti, è: ”Chi di voi, autore dell’articolo compreso, ha visto lo spettacolo? … silenzio tra gli astanti… imbarazzo … gelo”. Rispondo che lo spettacolo non l’ho visto, ma non mi sento affatto imbarazzato o addirittura gelato da una tanto lapalissiana osservazione.
    Io, infatti, non entro nel merito della messa in scena dell’opera o della recitazione degli attori; la mia è una critica alla ricerca della provocazione gratuita, architettata all’unico scopo di creare comunque scandalo e attirare attenzione. Confido nella onestà intellettuale del signor Pocosgnich: non può non immaginare che, se nella rappresentazione non vi fosse stato il lancio di escrementi sul Volto di Cristo, sicuramente essa sarebbe stata trattata come una delle tante opere undergroud in giro per i teatrini di mezzo mondo.
    In realtà il post che ho voluto scrivere per il blog nasce normalmente dalla segnalazione che mi hanno fatto alcuni amici parigini e dagli articoli sui giornali francesi che ho correttamente riportato, nonché dal soggetto dell’opera che ho letto in vari siti internet.
    Poiché però viene criticata la mia superficialità, rispondo che è il singnore che probabilmente fa qualche confusione quando scrive che “In realtà NESSUNO TIRA NULLA al volto di Cristo”. Invito chi fosse interessato a guardare su youtube l’intervista integrale a Castellucci, di circa nove minuti. Nel video, oltre alle argomentazioni dell’autore, si possono gustare le immagini riprese in teatro durante la rappresentazione. E si potrà dunque chiaramente osservare che sono ben undici i giovani che, zainetto in spalla, entrano in scena, si chinano a prendere gli escrementi e quindi li lanciano al Volto di Cristo: li lanciano, non ci giocherellano.
    A questo punto mi aspetterei proprio dal signor Pocosgnich quel silenzio, imbarazzo e gelo che chiedeva per me; ma lasciamo perdere.
    Egli parla, poi, della pietas cristiana simboleggiata nel figlio che accudisce il padre ormai malato e incapace di una vita autonoma e qui, onestamente, concordo in pieno. Solo che tutto questo viene meno nelle affermazioni dello stesso Castellucci, in cui non troviamo la pietas cristiana della accettazione, bensì la ribellione alla condanna, che cade sui figli, di dover accudire i propri genitori. Così gli escrementi lanciati sul Volto santo divengono proprio il simbolo di questa rabbia, come a dire: la mia umiliazione sia anche la tua.
    Se avesse voluto, l’autore avrebbe ugualmente potuto mostrare un moto di ribellione, più o meno giustificato. Ma poteva davvero evitare di trasformare il Volto di Cristo in un bersaglio per escrementi. Il massimo della degradazione: non certo per il Volto di Cristo, ma per chi lo deturpa.
    A.C.

  10. Andrea Pocosgnich scrive:
    Gennaio 10th, 2012 alle 17:12

    Altre precisazioni:
    l’equivoco potrebbe essere nato da alcuni video su youtube probabilmente appartenenti a una delle fasi non ultimissime dello spettacolo e comunque qui c’è la lettera di Castellucci che fa luce sulla questione:
    http://www.tfpblog.net/2012/01/10/la-lettera-comunicati-di-romeo-castellucci-sullo-spettacolo-il-concetto-di-volto-nel-figlio-di-dio/

  11. Andrea Pocosgnich scrive:
    Gennaio 10th, 2012 alle 15:49

    Due parole perché come viene rivendicato nel titolo neanche io posso tacere. Intanto cominciamo con una domanda semplicissima: chi di voi, autore dell’articolo compreso, ha visto lo spettacolo? … silenzio tra gli astanti… imbarazzo … gelo

    Perché è da qui che dobbiamo partire per non incorrere in un banalissimo errore di retorica e superficialità. Uso un esempio che ho dovuto utilizzare per lo stesso motivo in altra sede: come nel gioco del telefono, anche nel caso dello spettacolo di Castellucci, l’informazione si è propagata mutandosi in errore. Probabilmente continuando così tra un mese si dirà che in scena appare un extraterrestre con lesta di elefante…

    - ERRORE MACROSCOPICO:
    nell’articolo si afferma “in scena salgono dei ragazzi che si chinano raccogliere queste feci per poi lanciarle, come si fa in un tiro a segno, sul volto di Gesù, illustrato dallo splendido capolavoro di Antonello da Messina.” In realtà NESSUNO TIRA NULLA al volto di Cristo.

    Altra superficialità mi sembra poi la frase “Non vogliamo neanche pensare a che cosa sarebbe successo se, al posto del Volto di Cristo, ci fosse stato un simbolo islamico o ebraico, oppure il volto di un omosessuale.” Sono argomentazioni poco utili al dibattito e dagiornalisti e opinionisti che devono occuparsi di cose così complesse ci si aspetta di più. Diciamo tutti la nostra certo, ma facciamolo con cognizione di causa, in primis vedendo lo spettacolo.

    —– silenzio più totale poi sulla prima parte che racconta di un amore profondamente cristiano. un uomo che accudisce il proprio genitore nonostante questi non trattenga più i propri escrementi ( il liquido è naturalmente finto, un trucco teatrale anche se con odore reale) Comunque lui è lì, lo aiuta con tutto l’affetto che possiede. E’ o non è questa una pietas cristiana? Poi certo, c’è l’urlo a Dio, a quel mistero insondabile, ma non per offenderlo o deriderlo, perché l’uomo è sgomento di fronte a tale grandezza e al mistero della fede.

    Qui la recensione dello spettacolo a Roma nel 2010 http://www.teatroecritica.net/2010/10/sul-concetto-di-volto-nel-figlio-di-dio-ovvero-il-destino-dei-padri-secondo-romeo-castellucci/

    saluti

  12. Fondazione "il Volto di Cristo" scrive:
    Gennaio 9th, 2012 alle 10:26

    “Ma io solo per la giustizia mirerò il tuo volto o Signore !”Yasmin von Hohenstaufen serva dei servi del Signore”

    La Principessa Yasmin von Hohenstaufen ,sovrana multireligiosa, protagonista della clamorosa scoperta che la sindone era di Federico II,e che era erede delle reliquie del Golgota tra cui le Bende di Cristo che bene esprimono l’infinita dolcezza e bellezza di Cristo, come descritta dalla lettera di Lentulo a Re Abgdar (Avvenire 14 Febbraio 97) nell’apprendere che il 28 gennaio sarà varata al teatro Parenti di Milano, l’opera in cui escrementi e rifiuti saranno gettati contro il volto di Cristo, ha invitato il Regista ad astenersi dal presentare tale opera , chiedendo perdono a tutti i Cristiani per l’offesa al loro credo religioso.Ove ciò non avvanga ,invita tutti gli uomini di buona volontà e rispettosi della spiritualità di tutte le religioni a boicottare lo spettacolo, poichè Satana , ha dichiarato deve bruciare nelle sue fiamme e non godere delle luci della ribalta, nemmeno come nemico.Chiaro che un’opera del genere ha per matrice una vena satanica degna di attenzione su cui chiederemo una interpellanza e una denuncia per offesa al credo religioso dei cristiani.”Non avete più nulla da fare con lo spirito se ricorrerete ai tribunali, ma è auspicabile che solo per la vera giustizia divina il Consiglio Superiore della Magistratura, tuteli la sofferenza che tale blasfemia genera ai cristiani”

  13. don Gabriele Mangiarotti scrive:
    Gennaio 8th, 2012 alle 23:26

    Pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!
    Scenario n. 1: Maometto imbrattato di sterco. Indescrivibile reazione. Poveretti coloro che hanno pensato ed eseguito tale ignobile gesto. Vedranno l’erba «dalle radici»!
    Scenario n. 2: Napolitano imbrattato allo stesso modo. Disgusto per l’offesa (in termini esatti «vilipendio») alla più alta carica dello Stato. Galera assicurata.
    Scenario n. 3: stesso trattamento all’immagine di Gesù. Applausi per l’altissima e benemerita opera d’arte postmoderna. Disprezzo per gli oscurantisti / integralisti / fanatici fondamentalisti che non capiscono la libertà di espressione. Per essi accusa, multa, prigione. Ed esclusione da ogni possibile beneficio.
    State tranquilli. Il primo e il secondo caso non si verificheranno mai, perché, da un lato, i paladini della libertà di espressione (i soliti, quelli finocchi col c…o degli altri) non permetterebbero questo delitto. Lo chiamano rispetto, mascherando viltà e paura (si sa, gli islamici non scherzano facilmente). Dall’altro – dopo gli onori al Re Giorgio, incoronato uomo dell’anno da Wired e Famiglia Cristiana – mica si può essere così incivili da non sapere riconoscere i campioni della libertà. Suvvia, Budapest ed Eluana sono solo inezie di cui un uomo serio non può tenere seriamente conto.

    Purtroppo quello che abbiamo di fronte è lo scenario n. 3. E qui non conta che la legge punisca il vilipendio di immagini religiose (si sa, poi, che non è vero sterco, forse è crema al cioccolato, non sottilizziamo). Non conta che quando si parla di dialogo, bisogna avere stima dell’interlocutore (che, se non capisce l’arte, non è colpa nostra. E poi, se è così suscettibile, beh, si faccia curare). E se poi osa reagire con fermezza, allora non fa che dare ragione a chi afferma che la religione, ma soprattutto la Chiesa (ovviamente Kattolica), sono solo covi di intolleranza.

    E se si realizzasse un altro scenario? Se gli uomini liberi, di buon senso, amanti del vero e del bello e della libertà di espressione trovassero il coraggio – dicendo pane al pane e vino al vino – di fare finire quello “spettacolo” nel luogo deputato allo sterco, e cioè la fogna? Di sicuro si respirerebbe un’aria migliore. E forse i nostri giovani troverebbero che aveva ragione Andersen, nella famosa favola I vestiti nuovi dell’imperatore, a dire che i bambini ci libereranno dall’ovvio dei popoli, dicendo pane al pane e – propriamente – sterco allo sterco!

  14. don Gabriele Mangiarotti scrive:
    Gennaio 8th, 2012 alle 23:24

    Queste le riflessioni inserite nel nostro sito:
    Il Volto imbrattato – di Gianfranco Amato
    C’è davvero poco di artistico nell’opera intitolata Sul concetto di Volto nel figlio di Dio del regista e sceneggiatore Romeo Castellucci, che si terrà al Teatro Parenti di Milano dal 24 al 28 gennaio prossimo. Disgustosa la scenografia, ma ancor più disgustoso il contenuto blasfemo della rappresentazione. La scena si svolge in una stanza bianca e immacolata in cui un anziano incontinente guarda la televisione ad alto volume. Ad accudire quel vecchio ci pensa un altro personaggio, il figlio, il cui compito si traduce in una sorta di fatica di Sisifo. Infatti, ogni volta che si concludono le operazioni di pulizia del corpo del padre, una nuova scarica di dissenteria vanifica i gesti compiuti dal figlio, costringendolo a ricominciare da capo. Si tratta di un’opera iperrealista destinata a colpire i sensi dello spettatore, non solo la vista e l’udito, ma anche l’olfatto, poiché ogni volta che l’anziano padre evacua, si spande per la sala un odore acre e fastidioso. Su tutta la scena domina la riproduzione gigantesca di un quadro rinascimentale raffigurante il volto di Gesù – il celebre Salvator Mundi di Antonello da Messina –, volto che nel finale viene imbrattato di liquame, e si squarcia per lasciare in evidenza una frase che rappresenta la provocazione del regista: “You are not my shepherd” (Tu non sei il mio pastore).
    Definire un’oscenità irriverente quest’opera non è semplice moralismo. E per essa non può valere l’idea, che va purtroppo diffondendosi anche in alcuni ambienti cattolici, per cui è meglio tacere per non pubblicizzare ulteriormente una rappresentazione blasfema.
    In realtà il Volto di Cristo è ciò che di più caro ha la tradizione cristiana. Per quel Volto uomini come il pakistano Shahbaz Batthi hanno rischiato la vita e subito il martirio. Con quale coraggio, quindi, i cattolici italiani possono tacere di fronte ad una simile ingiuria. Con quale coraggio possono declamare in chiesa il salmo 28, «Il Tuo volto Signore io cerco», e poi restare inerti e silenziosi, per misere ragioni di opportunistica convenienza, dinnanzi al Suo oltraggio? Se il volto di nostra madre, o della persona più cara che abbiamo, fosse insozzato con escrementi umani in un’opera teatrale, noi faremmo di tutto per impedirlo. E la legge sarebbe dalla nostra parte. A proposito di legge, mi pare che il nostro ordinamento giuridico preveda ancora la fattispecie penale di cui all’art. 404, secondo comma. Si tratta del reato di offese a una confessione religiosa mediante vilipendio o danneggiamento di cose, recentemente modificato dall’art. 8 della L. 24 febbraio 2006, n. 85, il quale prevede che «chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibili o imbratta cose che formino oggetto di culto o siano consacrate al culto o siano destinate necessariamente all’esercizio del culto è punito con la reclusione fino a due anni». Poiché non mi risulta sia stata ancora abrogata l’obbligatorietà dell’azione penale, sarebbe interessante verificare se qualche Procuratore della Repubblica avvertisse il dovere di intervenire sulla vicenda. Magari in via cautelativa, impedendo così la commissione di un reato. Non si può neppure immaginare cosa sarebbe successo se al posto della gigantografia del Cristo di Antonello da Messina, ci fosse stata quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Probabilmente sarebbe già intervenuta l’Arma dei Carabinieri. Ma Romeo Castellucci, che nel 2002 è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura della Laica Repubblica Francese, conosce bene la differenza tra Stato e Chiesa, e sa altrettanto bene, quindi, chi può colpire impunemente. Vive la laïcité!

  15. Andrea scrive:
    Gennaio 8th, 2012 alle 15:17

    Inanzitutto i cristiani dovrebbero organizzare una colletta per pagare spese processuali ai ragazzi, e imprenditori cristiani assumere chi ha perso il lavoro. lo considero doveroso. Dal palco avrei preso gli escrmenti e li avrei lanciati sul regista e sul pubblico plaudente: bon sono anch’essi responsabili della solitudine e del degrado contemporaneo? Così dovrebbe essere, nella democrazia siamo tutti responbabili…

  16. francesca scrive:
    Gennaio 5th, 2012 alle 11:26

    Penso che la fine del mondo arriva quando si perde il rispetto del Credo altrui.
    Cosa è più la vita senza l’altro? Senza il dialogo?Quindi queste azioni denunciano già,che è arrivata per chi ha ordinato e commesso questi atti verso il nostro Credo e il Volto di Gesù.
    La Vita infatti penso sia nell’ascolto anche di chi non crede,COSA CHE NON HANNO CHI HA FATTO QUESTO.MA CHE SI TROVA NEL CRISTIANO!
    Purtroppo sembra siamo sempre più in minonaranza chi vuole il diritto alla vita.Il diritto alla libertà di essere chiunque noi siamo dentro una rispettosa e dignitosa umanità.
    O forse sempre più in maggioranza l’evidenza del CROCIFISSO VIVO DEL SUO ESSERE SCHERNITO!
    Lui infatti è nel mondo per QUESTO!HA DETTO!
    Per evidenziare la Sua presenza e quella di chi non crede!

  17. francesca scrive:
    Gennaio 4th, 2012 alle 16:56

    Per rispondere alla domanda…
    Uno spettacolo a teatro., un corteo di “orgoglio gay”, un popolo alla fame mentre altri si cibano di piatti ricchi di succulenti e prelibati cibi, tanto tasted da far venire la nausea da cibo si direbbe scandaloso ..agli occhi di chi sta a guardare….Essere senza lavoro in attività da lavoro è frustrante….. Trovare invece i mezzi per mantenere una costante ricerca spaziale, utile al progresso scientifico si dice, mantenere agli eserciti in assetto di guerra la modernità delle armi in uso per non essere secondi ad altri costa, la costante perdita di vite umane che anche per tutto questo comportano tutte le cause , non è sempre bene accettato di fronte alle quotidiane necessità vitali dell’uomo della strada, che vive male anche le difficoltà da affrontare, malgrado gli sforzi di superare i tempi che si vede prospettare sempre più difficili . …Anche tutto questo sembra offesa al quel Cristo che ha indicato ben altri percorsi per l’uomo che aspira ad essere UOMO, e che per esserlo dovrebbe scegliere i suoi insegnamenti. La protesta di quei giovani è comprensibile; chi non si sentirebbe offeso se venissero offesi i propri genitori?, la propria madre? Ma è l’impulsività che sul momento si è rivelata controproducente , non con questo perché se ne faccia silenzio ma piuttosto pretendere il giusto rispetto per il proprio credo avanzato nelle sedi opportune, sottoposto ad esame per una risoluzione non solo riferito al caso del momento ma per quanto sia lecito e non nel futuro attenersi. Se uno offende una immagine che per un altro è sacra offende anche la persona che ha cara l’immagine e quindi la domanda: “è giusto offendere l’altro per una diversa visione di un problema?” Se quei giovani si trovano ora sotto accusa è davvero il caso di offrire loro quell’aiuto opportuno a fare chiarezza con spiegazioni che vanno approfondite da ambe le parti . Anche Gesù Cristo è stato fatto oggetto di provocazione circa quello che e se era dovuto a Cesare……Lui era sapiente e pertanto la Sua risposta così è stata; occorre imparare questa Sua sapienza e usarla con coraggio perché non diventi altra provocazione ma risposta esauriente, pretendendo per se quello che è riconosciuto giusto per gli altri. Se una bandiera del proprio Paese viene bruciata, tutti i cittadini si sentono bruciati, rifiutati, ………perciò non è giusto il silenzio con il quale si vuole far passare il fatto per unimportant, no comment, perché non tutto quanto si vuol chiamare arte è arte e non si né così stupidi da non vedere o insensibili da non percepire che si è così liberi da servirsi , se di arte si tratta, per altri fini, che travalicano la bellezza, la verità, il buon gusto di uno spetttore. Si grida: “You are not my shepherd” (“Tu non sei il mio pastore”).? Triste perché chi pensa così non l’ha conosciuto e quindi c’è molto da fare perché Lo incontrino e magari preghiamolo perché c’è davvero bisogno di Lui. del Suo intervento.
    Francesca

  18. Mellini Grazia scrive:
    Gennaio 4th, 2012 alle 12:19

    Essere perseguitati dalla giustizia va bne, ma cosi’ mi sembra proprio troppo. Vogliamo tornare nelle catacombe?
    Ciao a tutti.

  19. Alessandro Nessa scrive:
    Gennaio 4th, 2012 alle 12:18

    Rispondo volentieri alla sollecitazione del signor Cannarozzo ad esprimere una opinione. E’ uno schifo un po’ tutto: uno schif la rappresentazione, uno schifo il comportamento dei giornali e quello della giustizia. Speriamo che i cristiani di domani sappiano difendersi meglio dei cristiani di oggi.

  20. Sergio Stagnaro scrive:
    Gennaio 4th, 2012 alle 11:45

    Intervengo per dire ad Antonello Cannarozzo, da me cosiderato un “anima bella”, secondo lo spirito della dantesca definizione di Torquato, Anicio, Manlio Severino Boezio, che certi indivdui non meritano la sua sincera sofferenza di ottimo cristiano. Non alludo agli attori e a chi ha diretto e scritto l’epocale pagina “artistica” solo per sopravvivere; nemmeno mi riferisco ai politici francesi, che, pur di non scontrarsi col potere influente dell’establishment, non si preoccupano della loro salute “fisica” e di quella dei loro cari, figuriamoci se sono interessati alla salute “spirituale”! Mi fanno pena, in special modo, i redattori di quei giornali, che ” ….come Le Monde, Libération, l’Humanité, Rue89, il Nouvel Observateur, Télérama hanno messo alla gogna mediatica questi “ribelli” e, lo dico con tristezza, anche il cattolico la Croix”.
    Non si comprende come, ad iniziare da Lucrezio, prima hanno detto e scritto che Dio è morto, e poi gli rimproverano da venti secoli ogni “umano” misfatto, come se fosse ancora vivente?
    E non comprendo i reali motivi che spingono i liberi pennivendoli a tenere nascosti alla gente, inclusi loro familiari, parenti e amici, i progressi della Medicina CLINICA, strumenti di lotta efficaci contro le gravi epidemie di CAD, Diabete Mellito e CANCRO.
    Sono questi i paladini della libertà di pensiero e d’azione?

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