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Gli ottant’anni della radio del Papa
By Rai Vaticano | Ottobre 5, 2011
In una affollatissima aula magna dell’Università LUMSA di Roma è stata presentata l’opera ”Ottant’anni della Radio del Papa”, due volumi di facile lettura pubblicati in cofanetto dalla Libreria Editrice Vaticana. Sono intervenuti don Giuseppe Costa, direttore della Lev, Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, padre Federico Lombardi, direttore Generale della Radio Vaticana, e Sergio Valzania, vicedirettore di Radio Rai, oltre all’autore Alessandro De Carolis.
Nei due libri si racconta e si ricorda come la Radio Vaticana – istituzione e comunità di persone che si esprime in 40 lingue – abbia seguito il corso di sette pontificati con la consapevolezza di avere come missione l’impegno a diffondere con fedeltà la voce del Papa, ad evangelizzare e ad offrire una lettura cristiana dei fatti nel mondo per popoli diversi. I volumi sono stati scritti in epoche diverse: il primo, di Fernando Bea, si riferisce agli inizi della radio (dal 1931 la “Statio Radiophonica Vaticana”) e dei suoi sviluppi tecnici e redazionali fino agli inizi del pontificato di Papa Wojtyla, mentre il secondo, opera del vaticanista Alessandro De Carolis, parte dal 1978 ad oggi, fino all’“era digitale” di Papa Benedetto XVI.
“Il focus del mio libro sono gli ultimi trent’anni di Radio Vaticana”, spiega De Carolis. “Come è stata straordinaria la storia del beato Wojtyla, così è stata straordinaria la storia della Radio che lo ha accompagnato in giro per il mondo. C’è da dire subito che questo pontefice è stato come uno Tsunami. La Radio del Papa era stata abituata a lavorare con metodi compassati, figli di un’epoca superata, che non reggono il confronto nel momento in cui sulla ribalta arriva il Beato Giovanni Paolo II. Il dinamicissimo pontefice costringe la Radio a fare un salto triplo, perché non era abituata ad offrire una serie di servizi durante i viaggi apostolici.
Il primo banco di prova è il viaggio in Messico nel 1979. Fino ad allora, ai viaggi di Paolo VI la Radio aveva certo dato risalto, ma mandando al suo seguito pochissimi redattori e pochi tecnici, realizzando una copertura parziale della portata del messaggio del Papa. In Messico il Papa parlò della teologia della liberazione davanti a folle straordinarie, ma la resa giornalistica e tecnica fu ridotta. Le direzioni di allora capirono che si doveva cambiare regime e immediatamente cominciarono a creare dei modi nuovi di lavorare, come ad esempio realizzare un sopralluogo nelle varie tappe del viaggio del Papa. Era importante seguire la sua mobilità con grande attenzione e creare uno studio centrale. Nella città principale della nazione che ospitava il viaggio apostolico si individuava un luogo che poteva essere la sala stampa, ma anche la stanza di un istituto religioso (in fondo la radio è uno strumento agile e flessibile) in cui avere un gruppo di redattori fissi che fossero in costante collegamento con Roma, con Palazzo Pio, la sede centrale della Radio, per raccontare in modo dettagliato quello che accadeva”.
E nel corso di questi viaggi, tanti episodi rilevanti da ricordare. “Uno poco conosciuto è quello legato al ritorno nella patria polacca del beato Wojtyla, nel giugno del 1979. Il governo aveva alla fine deciso di dare via libera a questo viaggio apostolico, ma lo voleva boicottare. Per cui, questa è storia, le immagini televisive dovevano essere ridotte, andavano inquadrati i gerarchi del partito, molto meno il Papa, e soprattutto non dovevano essere inquadrate le folle, perché la devozione e l’attenzione popolare erano proprio ciò che disturbava Varsavia e Mosca. I segnali spesso venivano mandati su canali secondari, per oscurare il più possibile la grande partecipazione di popolo e di fedeli.
Alla messa di Czestochowa c’erano due milioni di persone. L’amplificazione predisposta dal regime a malapena arrivava a coprire fino alla decima fila, quindi tutti quelli che erano dietro non avrebbero avuto la possibilità di seguire il Papa. Così tutto quel viaggio fu coperto ininterrottamente in diretta da Radio Vaticana in onda corta, e tutti i polacchi che partecipavano a questo evento furono in grado di ascoltare ogni parola importante del Beato Giovanni Paolo II durante la messa attraverso le radioline”.
Molte sono le storie che si possono scoprire in questi preziosi libri, accompagnati anche da un lavoro importante ed utile per eventuali approfondimenti sulla storia di Radio Vaticana: la “Cronistoria della Radio Vaticana”, redatta con grande pazienza da Padre Felix Juan Cabasés. Si tratta di una cronologia molto dettagliata di tutti i momenti più significativi della storia della Radio, che si possono leggere in parallelo con gli avvenimenti contemporanei della storia della Chiesa universale e della storia mondiale. Quest’opera è consultabile sul sito web della Radio, insieme al video e alle foto del Museo storico di Radio Vaticana.
Antonia Pillosio
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