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Gli aiuti della Chiesa per Haiti
By Rai Vaticano | Gennaio 14, 2011
La ricostruzione delle cose e delle vite ad Haiti procede lentamente. Ospedali, scuole e abitazioni provano a ritrovare le loro fondamenta sul suolo che un anno fa le ha rigettate con un devastante terremoto. Un sisma che ha spento oltre 250 mila vite. E altri continuano tuttora a morire. La principale causa è il colera, che fino a oggi ha ucciso 3.600 persone, nonostante il vasto impiego di aiuti sanitari che provengono da tutto il mondo. Per sostenere i sopravvissuti alla catastrofe si sono mobilitate le Nazioni Unite e numerose organizzazioni di volontariato e soccorso medico. Anche il Vaticano, a un anno di distanza, ha ricordato la tragedia, erogando fondi per interventi infrastrutturali.
Papa Benedetto XVI ha inviato ad Haiti il presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, cardinale Robert Sarah. Due i compiti del presule: portare un messaggio del Pontefice e un aiuto economico alla popolazione. La cifra, proveniente dalle offerte ricevute per il terremoto, ammonta complessivamente a un milione e duecentomila dollari. Ottocentomila saranno destinati alla ricostruzione di alcune scuole in varie zone della nazione, mentre quattrocentomila serviranno per ricostruire le chiese.
Tra le tappe che in quattro giorni ha affrontato il cardinale Sarah, la città di Léogane, dove ha visitato alcune comunità religiose: le “Suore di Cristo Re”, che hanno visto raso al suolo il loro ospedale; le “Petites Soeurs de Sainte-Thérèse de l’Enfant Jésus”, che gestiscono un sanatorio per malati di Aids e tubercolosi; le “Compagnes de Jésus”, che operavano in un centro anziani e in una scuola sulle cui rovine sarà posata la prima pietra de l’Ecole Notre Dame des Anges.
Una visita non solo pastorale, ma anche dai contorni istituzionali. Infatti il cardinale, accompagnato dal sottosegretario monsignor Segundo Tejado, ha incontrato il Presidente della Repubblica di Haiti, René Préval, e i responsabili delle Caritas e delle Organizzazioni internazionali di volontariato. Nel corso della visita in terra haitiana ha celebrato per tre volte messa. La prima è stata presieduta dal cardinale nel campo sfollati di Parc Acra. Poi il presidente di “Cor Unum” ha rinnovato il sacrificio di Cristo il 12 gennaio, a un anno esatto dalla tragedia, per commemorare i morti.
Sull’altare, al fianco di vescovi, sacerdoti e seminaristi, ha letto il messaggio di Benedetto XVI. Il Pontefice si è detto vicino al popolo di Haiti, al quale ha assicurato la sua preghiera, e ha affidato un’esortazione alle labbra del presule: “E’ ora di ricostruire non soltanto le strutture materiali ma soprattutto la convivenza civile, sociale e religiosa. Auspico che il popolo di Haiti sia il primo protagonista della sua storia attuale e del suo futuro, facendo anche affidamento sugli aiuti offerti con grande generosità da tutto il mondo”.
Poi l’ultimo appuntamento in terra haitiana. Il cardinale Sarah celebra una messa nel convento delle Figlie di Maria “Parideans”, che hanno subìto la perdita di 15 religiose, rimaste uccise sotto le macerie. Intanto, dalla Santa Sede giunge notizia di due nuove nomine che riguardano l’arcidiocesi di Port-au-Prince, capitale haitiana. Il Santo Padre ha nominato arcivescovo monsignor Guire Poulard, che ricopriva l’incarico di vescovo di Les Cayes. Succede a monsignor Miot, morto un anno fa durante il terremoto, nel crollo della Cattedrale. Vescovo ausiliare sarà invece monsignor Glandas Marie Erick Toussaint, finora parroco della cattedrale e direttore della Caritas di Port-au-Prince.
Filippo Passantino
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