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The Gardener of God
By Rai Vaticano | Novembre 26, 2009
Giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 18.00, presso l’Auditorium Giovanni Paolo II dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum a Roma, si terrà l’anteprima del film per la tv “The Gardener of God” (la storia di Gregor Mendel), scritto e diretto dalla regista Liana Marabini, con Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse.
Il film, girato in Piemonte e a Salzburg, in Austria, racconta la straordinaria scoperta di Gregor Mendel, padre della moderna genetica e prete cattolico vissuto nella metà dell’Ottocento, interpretato magistralmente da Christopher Lambert.
“The Gardener of God” è il primo film su Gregor Mendel e rappresenta un affettuoso omaggio ad uno scienziato cattolico schivo e riservato che, con la sua rivoluzionaria scoperta delle leggi dell’ereditarietà, cambierà il destino del mondo.
L’anteprima del film sarà preceduta da un punto stampa tenuto dalla regista Liana Marabini, produttrice cinematografica e presidente di “Mirable Dictu – International Catholic Film Festival” specializzata nella storia della Chiesa che, dopo il successo del film “Vivaldi”, affronta il tema della Fede che non ostacola la Scienza, bensì la incoraggia. (Al punto stampa saranno altresì presenti gli attori protagonisti Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse).
Giovedì 3 dicembre
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
Auditorium Giovanni Paolo II
Via degli Aldobrandeschi 190
Roma
ore 17.00
Punto stampa
(Aula Magna – secondo piano)
di Liana Marabini
con Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse
ore 18.00
Anteprima del film
“THE GARDENER OF GOD”
(La storia di Gregor Mendel)
sottotitolato in italiano
Durata: 110’
scritto e diretto da Liana Marabini
con Christopher Lambert, Maria Pia Ruspoli e Anja Kruse
Produzione Condor Pictures
www.condor-pictures.com
Distribuzione internazionale Europe Images International
(Groupe Lagardère)
IMPORTANTE
Per accreditarsi contattare:
Ufficio Stampa RomePressRoom
romepressroom@gmail.com
tel. +39 345 / 6350159
Novembre 26th, 2009 alle 18:36
In data 13 Dicembre 2005, nel sito
http://www.ilpungolo.com/ Scienza l’allora Direttore dott. Giovanni Venezia, giornalista, Uomo di Dio, ha messo in rete un mio articolo (che potrei inviare ben volentieri al caro dott. Giuseppe De Carli se interessato), dal titolo:
DAL LATHYRUS GRANDIFLORUS DI MENDEL ALLE COSTITUZIONI SEMEIOTICO-BIOFISICHE.
Sergio Stagnaro
L’incipit recita:
“Le leggi di Mendel (nella foto) (1822-1884) sono state derivate dal comportamento dei cromosomi del nucleo cellulare, appaiabili a coppie, il cui numero è costante e caratteristico per una data specie. Nei cromosomi sono localizzati i singoli caratteri ereditari, i geni. La trasmissione dei caratteri dai genitori ai figli si chiama ereditarietà: la maggior parte di simili caratteri di un organismo passa dai genitori ai figli quando gli organismi si riproducono, come l’uomo ha intuito da sempre.”
………………………………..
“Detto molto brevemente, il maggiore contributo di Mendel fu l’aver dimostrato che i caratteri ereditari sono trasmessi come unità che vengono singolarmente distribuiti ovvero riassorbiti ad ogni generazione. Tali unità furono poi denominati geni. ”
……………………………….
“Purtroppo, Mendel, morto nel 1884, non poteva conoscere l’esistenza dei mitocondri, descritti da Altmann nel 1894 e riscoperti da Benda nel 1897, che li battezzò col loro attuale nome.
I mitocondri, presenti in numero variabile da 200 a circa 1000 per cellula (sono pochi i tipi cellulari senza mitocondri, per esempio cellule corneali), sono costituiti da una membrana interna, una esterna e da una matrice paragonabile al citoplasma cellulare. La matrice è una soluzione colloidale, costituita per il 50 % da proteine, tra le quali vi sono circa 70 enzimi che agiscono in modo coordinato come nel ciclo di Krebs e nella b-ossidazione – ciclo di Leinen – degli acidi grassi.
Inoltre, nel mitocondrio sono presenti joni inorganici, potassio, magnesio, fosfato, DNA, il cui contenuto in citosina e guanina è più elevato di quello del DNA nucleare, ribosomi e RNA. Infatti, una parte delle proteine mitocondriali è sintetizzata all’interno del mitocondrio stesso, sotto il controllo del suo DNA, che si replica in maniera autonoma, dal momento che contiene la necessaria informazione – un particolare codice genetico, meno resistente di quello nucleare – per la sintesi di alcuni enzimi della membrana mitocondriale interna.
Esiste un generale accordo tra gli Autori nel ritenere che il DNA mitocondriale (mit-DNA) sia filogeneticamente correlato a quello batterico, al quale somiglia morfologicamente e funzionalmente, e che, nel corso della lunga endosimbiosi, i mitocondri abbiano perduto alcuni geni.
Notoriamente, la maggior parte dei geni umani sono localizzati nel nucleo (n-DNA) e vengono trasmessi in eguale misura da entrambi i genitori alla prole. Tuttavia, esiste la serie essenziale dei geni localizzati nei mitocondri, organi relativamente autonomi nella cellula, trasmessi alla prole “quasi” eslusivamente per via materna, poichè solo pochi mitocondri ed un piccolo quantitativo di DNA mitocondriale sono presenti nello spermatozoo umano.
Pertanto, l’enorme superiorità del patrimonio mitocondriale femminile potrebbe avere la meglio sui pochi mitocondri maschili “schiacciandoli”, ma è probabile che non avvenga soltanto questo, poichè non pare sia stata mai dimostrata la presenza di molecole mitocondriali di derivazione paterna nella prole dei mammiferi.
A questo punto ricordo che l’evidenza clinica ha permesso di osservare che mit-DNA ed n-DNA di entrambi i genitori interagiscono sia tra loro sia con i fattori ambientali nel determinare il fenotipo. Infatti, appare di estremo interesse e al momento non confutabile il fatto che madri positive per il terreno oncologico o colpite da una delle varie costituzioni danno origine a figli (e figlie) portatori delle stesse costituzioni.
Tuttavia, se i figli somigliano “fisicamente” al padre “negativo” per questa o altre predisposizioni patologiche, nel 50% circa dei casi questi figli non presentano dette costituzioni, a dimostrazione dell’interazione tra patrimonio genetico relativo sia al mit-DNA sia al n-DNA di “entrambi” i genitori (Stagnaro-Neri M., Stagnaro S. Introduzione alla Semeiotica Biofisica. Il Terreno Oncologico. Travel Factory, Roma, 2004. http://www.travelfactory.it/semeiotica_biofisica.htm).
Il problema della trasmissione matroclina, pertanto, non è a tuttoggi completamente risolto e, d’altra parte, esistono rari casi di patologie mitocondriali trasmesse sicuramente per via paterna. Sono d’accordo su questa affermazione, in quanto ho osservato – sebbene molto raramente – la presenza della Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica (ICAEM) (Stagnaro S., Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo-Metabolica. Gazz Med. It. – Asch. Sci, Med. 144, 423, 1985) in figli o figlie di genitori, dove soltanto il padre era portatore della citopatia mitocondriale funzionale da noi descritta, ovviamente nella sicura esclusione di incerta attribuzione della paternità.
I geni mitocondriali, più facilmente alterabili di quelli nucleari, data la loro particolare localizzazione, codificano la sintesi di componenti essenziali del sistema di produzione di energia: i 120 watt di potenza, necessari per il fabbisogno energetico quotidiano dell’organismo umano, sono forniti per la maggior parte dai mitocondri.”
Penso possa essere sufficiente quanto sopra riferito per dimostrare con forza che il progresso scientifico in questo campo ha toccato, dopo Mendel, vette altissime all’inizio del terzo millennio, seguendo la via della Medicina Clinica, oggi sacrificata sull’altare della redditizia Medicina tecnologica del Laboaratorio, della Genetica e del Dipartimento dell’Immagine.
Le numrose conquiste, consegnate ormai ad una vasta letteratura, ma tenute ancora ,specialmente in Italia, sotto sospetto, sterile silenzio, potrebbero essere di grande utilità per l’umanità intera anche in considerazione del fatto che la loro pratica applicazione richiede l’utilizzo di un semplice fonendoscopio, strumento obsoleto, ma di cui sono dotati tutti i medici del mondo, inclusi quelli de Paesi sotto-sviluppati. Purtroppo, questa originale semeiotica fisica, che utilizza le leggi del caos deterministico e della fisica quantistica per studiare il corpo umano, per essere utilizzata su vastissima scala, esige da parte delle Autorità Sanitarie, dei Politici, degli Amministratori, e infine dei Medici un profondo Amore per la Medicina e per i Malati, non facile da reperire in questa Era dei Lumi Spenti.
“Veritas Filia Temporis” (Aulo Gello, II sec. d. C.)