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FOCUS SULLA CHIESA CATTOLICA – Una mappa aggiornata dei cattolici nel mondo
By Rai Vaticano | Agosto 31, 2009
di Giuseppe De Carli
I grandi numeri della piu’ antica istituzione del mondo
COME CAMBIA LA CHIESA DI PAPA BENDETTO XVI
Sorpasso dei musulmani sui cattolici, ma i cristiani sono un terzo della popolazione mondiale. Il cattolico del futuro sara’ un meticcio. Dai dati raccolti e aggiornati alla meta’ del 2009 presso l’Ufficio Centrale di Statistica della Santa Sede si evince che il baricentro della Chiesa cattolica non e’ piu’ l’Europa, sono le Americhe e, soprattutto, l’Africa e l’Asia. Arrestata l’emorragia dei preti, aumentano le vocazioni e continua la crisi di religiose e religiosi. Un “segno dei tempi” l’esplosione del diaconato permanente. La Chiesa di Papa Ratzinger di fronte a due problemi cruciali, in tempo di crisi globale: la redistribuzione degli operatori pastorali e l’invecchiamento, specie nell’emisfero nord, della “classe dirigente”. E il Vangelo attecchisce laddove ci sono i poveri e gli ultimi.
- L’ECLISSI DELL’EUROCENTRISMO -
«Il terzo millennio sarà dell’Asia» disse a New Delhi Giovanni Paolo II nel presentare il bilancio del Sinodo dei vescovi sull’Asia. E i numeri gli danno ragione. Anche se all’Asia va aggiunta, con la prepotenza e l’eloquenza delle tabelle, l’Africa. Gesù Cristo non è più europeo, «non è più nostro». Ha gli occhi a mandorla, è di pelle scura, è meticcio. Il cattolico del futuro è, probabilmente, un meticcio. Lo scenario della presenza dei cattolici nel mondo è profondamente mutato. Quel “predicate il Vangelo sino ai confini della terra”, divenuto un assillo pastorale divorante per Giovanni Paolo II, sta dando i primi frutti. Il baricentro della Chiesa cattolica non è più l’Europa, è l’America Latina e, nel prossimo futuro, l’Africa e l’Asia. Queste ultime due aree sono ormai nodi nevralgici per la presenza cristiana. In trent’anni, è accaduto l’impensabile. Basta leggersi l’Annuarium Statisticum Ecclesiae del 2007 ( ed. Libreria Vaticana, pgg. 500 ) o il ponderoso Annuario Pontificio 2009 ( pgg. 2397 ), divenuto per ogni “vaticanista” un indispensabile strumento di lavoro. Il monitoraggio della Chiesa Cattolica viene fatto dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa che si trova alla seconda loggia del Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano.
Sei persone in tutto, guidate da un monsignore bresciano, Vittorio Formenti, abile ed affabile. Un esperto di numeri, diagrammi, statistiche, percentuali. È in questo ufficio che si può avere una fotografia della cattolicità, della distribuzione geografica dei fedeli, della consistenza degli operatori pastorali nei diversi continenti. Trend di crescita o rallentamento, cambiamenti radicali che hanno una ricaduta sulle scelte operate dai policy maker ( Papa e vescovi ). Rapporto domanda e offerta dei servizi pastorali, nuovo ruolo della Chiesa cattolica sullo sfondo della crisi economica globale (si vedano l’intervista a monsignor Formenti e alcuni riquadri riassuntivi ).
Due le questioni emergenti: il riequilibrio o la ridistribuzione dei carichi pastorali (in Georgia, ad esempio, su 2 milioni e 100 mila cattolici i sacerdoti sono appena 13 ) e la selezione della classe dirigente della Chiesa.
All’ «inverno della fede e della pratica religiosa» nell’emisfero nord corrisponde una nuova primavera della Chiesa al sud. Vistoso arretramento del numero dei religiosi e delle religiose ( fra mezzo secolo molte congregazioni saranno scomparse ); crescita dei sacerdoti diocesani e persino della vocazioni. Non c’è una diocesi senza vescovo, ci sono invece molte diocesi con penuria acuta di preti e, perciò, dovremo sempre più abituarci a sacerdoti africani in Europa, indiani o coreani. Classe dirigente, si diceva. Troppo elevata l’età media dei vescovi e quella dei preti che, nell’emisfero nord, ha superato i 60 anni.
Se la cavano meglio l’Italia, la Polonia e Malta. In piena crisi sono piombate la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna. La Chiesa di Papa Ratzinger in questo inizio di millennio, e’ ben lungi dall’arretrare o dall’arrendersi. Anzi. Arida dove è stata fecondata da secoli o millenni di Vangelo e fertile laddove il Vangelo è arrivato da poco. Dal punto di vista antropologico e religioso, Dio sembra congedarsi dai ricchi, dalla società del benessere, per diventare sempre più speranza per i poveri e gli ultimi.
- FORMENTI, IL “MONSIGNORE DEI NUMERI” -
«L’esame dei numeri non ci consente di formulare un giudizio sulla tenuta della fede».
È lapidario monsignor Vittorio Formenti, il “dominus” delle statistiche della Chiesa cattolica. Con lui lavorano solo sei persone: il professor Enrico Nenna, docente di statistica all’università “La Sapienza” di Roma; Renato Cundari, Floriana Gugel, Luca Brandimarte, Silvia Lalli.
La Chiesa non sembra perdere posizioni. Ma c’è stato il sorpasso dei musulmani sui cattolici.
«Sì, è indubbio. Un miliardo e 165 milioni (stime fine 2008) di cattolici e 1 miliardo e 280 milioni di musulmani. Noi però contiamo i battezzati; le nostra cifre sono scientificamente testate».
Come?
«Inviamo ogni anno novemila questionari a tutte le circoscrizioni ecclesiastiche e alle congregazioni. La raccolta dati è capillare. Le parrocchie forniscono l’elenco dei battezzati, prime comunioni, cresime, matrimoni e funerali. Arriva il 97% delle risposte. Sono dati così verificati che li inviamo all’ONU, attraverso il nostro osservatore permanente, il vescovo Celestino Migliore».
I cattolici sono certi. I musulmani?
«Loro fanno una stima. Chi nasce in un Paese musulmano è considerato musulmano. Non esiste una anagrafe dell’appartenenza religiosa. Ma tenga conto che i cristiani, in tutte le loro sfaccettature, sono un terzo dell’umanità. Oltre due miliardi. E non è poco».
Performance e qualche delusione. Che impressione le fanno le tabelle che continuate ad aggiornare sulla Chiesa cattolica?
«A monte c’è sempre un riferimento religioso: “Venga il Tuo Regno”. La lettura dei dati non può prescindere da uno sguardo più profondo, dal progetto che Dio ha sull’umanità».
Partiamo dai punti critici.
«La crisi economica globale avrà dei riflessi sulla Chiesa cattolica. Dovremo reimpostare il lavoro pastorale e prepararci ad una “missionarietà di ritorno”. La vecchia Europa ha bisogno di ricevere, è ormai terra di missione, considerando poi l’impiantarsi di cospicue minoranze musulmane. Dati negativi sono la diminuzione di religiose e religiosi, l’invecchiamento dei sacerdoti. Un discorso riferito al nord del mondo».
Elementi positivi?
«Il numero dei sacerdoti è in leggera crescita. Il primo saldo attivo nel 1998 con più 18 sacerdoti. Si riempiono i seminari dell’America Latina, asiatici ed africani. In Corea del Sud, dove tutte le vocazioni sono adulte ed è necessario un diploma delle scuole superiori, le vocazioni hanno fatto un balzo del 16 per cento. Seminari pieni ( e contingentati dal Governo ) in Vietnam. Ottime performance nelle Filippine e nel Kerala indiano, in Nigeria, Tanzania, Uganda, Angola, Repubblica Democratica del Congo. Ci sorprende il costante aumento dei diaconi permanenti. È un “segno dei tempi” anche nei Paesi con scarsezza di clero. Sono una forza viva nella Chiesa, anche se non è ancora stata recepita la poro potenzialità».
Chiesa, “Corpo mistico di Cristo”. La teologia e l’ecclesiologia devono fare i conti con la matematica.
«I numeri raccontano la realtà, non la esprimono completamente. La strada della evangelizzazione è lunga. Il Vangelo fiorisce e, apparentemente, si inaridisce. Molte comunità cattoliche sono lievito nella massa e il riferimento spirituale a Benedetto XVI è sempre più consolidato. È un Papa che offre ancoraggi forti. Non dimentichiamo poi la cultura. Pensi che nelle 1800 università cattoliche sparse per il mondo sono iscritti cinque milioni di studenti».
Una Chiesa giovane o vecchia?
«Giovane, nonostante qualche ombra, qualche pigrizia o affaticamento. Si dirà che ha una “dirigenza” anziana, ma era così anche ai tempi apostolici».
Lei è il “monsignore dei numeri o delle statistiche”. Le piace questa definizione?
«Così e così. Siamo un’equipe di sole sei persone che lavorano in perfetta sintonia. Per me è un dono. Poche persone e motivate. È grazie a loro che posso fare quello che desidero di più».
Vale a dire?
«Avere un po’ di tempo a disposizione per fare il prete».
- I NUMERI -
TABELLA 1 – CRISTIANI, UN TERZO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
Su sei miliardi e 543 milioni di abitanti del pianeta, i cristiani sono oltre un terzo della popolazione mondiale. Un dato che balza all’occhio e’ che l’Islam ha superato, seppur di poco, la Chiesa cattolica. Vediamo in dettaglio.
Cattolici 1 miliardo 165 milioni - 17,3% (stima aggiornata al 2008)
Ortodossi 232 milioni - 3,5%
Protestanti 393 milioni - 6%
Anglicani 92 milioni - 1,4%
Altre religioni Cristiane 265 milioni - 4,1%
TOTALE CRISTIANI 2 miliardi 145 milioni - 32,3%
Ebrei 20 milioni - 0,3%
Musulmani 1 miliardo 269 milioni - 19,4% (dati relativi all’anno 2007 )
Induisti 883 milioni - 13,5%
Buddisti 406 milioni - 6,2%
Altre religioni 452 milioni – 6,9% (confucisti, scintoisti etc)
Atei 275 milioni - 4,2%
Senza religione 948 milioni – 14,5%
TABELLA 2 – I “QUADRI DIRIGENTI” DELLA CHIESA DI ROMA
Collegio cardinalizio: 185 cardinali (72 cardinali over 80, 113 cardinali under 80).
Vescovi: 5065 (dati relativi al 31 luglio 2009).
Diocesi: 2995 (compresi i patriarcati, arcivescovati maggiori, arcidiocesi, diocesi, esarcati apostolici, ordinariati militari, prefetture apostoliche, amministrazioni apostoliche, missioni “sui iuris”).
Sacerdoti diocesani: 272.431 (803 sacerdoti in piu’ dal 2006 al 2007).
Sacerdoti religiosi: 135.000 (- 2,73% ).
Diaconi permanenti: 35.942 (+ 29% rispetto al l’anno 2000).
Religiosi professi non sacerdoti: 54.956 (in calo costante ogni anno).
Religiose professe: 750.000 (con un calo di 50 mila unita’ rispetto all’anno 2000).
Seminaristi: 116.000 (aumento del 4,83% rispetto all’anno 2000. Il seminario piu’ affollato e’ quello di Guadalajara in Messico con 594 studenti di filosofia e teologia ).
Centri pastorali: 436.000 (dato del 2007 con un aumento di 28.000 unita’ rispetto al 2000).
Nota: Vi sono anche le defezioni dal sacerdozio. Da 900 sacerdoti che abbandonavano il ministero si e’ passati negli ultimi anni a 1200-1300 di media. Nel 2007 il numero si e’ abbassato a 1000
TABELLA 3 – I PAESI PIU’ CATTOLICI
Quindici Paesi del mondo, a cominciare dal Brasile, contano 741 milioni di cattolici. Quasi il 65 per cento del totale. La percentuale dei cattolici battezzati galoppa in Africa (+ 27% in otto anni ) ed e’ superiore alla crescita della popolazione; si irrobustisce in alcuni Paesi asiatici. E’ stabile nelle Americhe e in Europa ma con una dinamica in crescita del numero di fedeli di poco superiore all’1%. Nelle due Americhe, nonostante l’aggressivita’ delle sette, vivono la meta’ dei cattolici del mondo. Ecco l’elenco dei Paesi con la piu’ alta densita’ di cattolici e, per converso, i Paesi che registrano percentuali minime. Per alcuni di loro i battezzati si contano a poche centinaia. Laddove i cristiani sono minoranza sono anche piu’ in pericolo. Sono a rischio di persecuzione e discriminazione. La mappa e’ conosciuta: Cina, Laos, Indonesia, Afghanistan, Pakistan, Iran, Iraq, Arabia Saudita, Somalia, Egitto, Sudan, Nigeria, Algeria. Vediamo i Paesi con piu’ cattolici:
Brasile: 159,7 milioni
Messico: 97,2 milioni
Filippine: 71,9 milioni
Stati Uniti: 67,7 milioni
Italia: 56,9 milioni
Francia: 46,6 milioni
Spagna: 41,8 milioni
Polonia: 36,7 milioni
Argentina: 36,4 milioni
Repubblica Democratica del Congo: 33,2 milioni
Non arrivano all’ 1% :
Algeria: 0,01%
Mongolia: 0,02%
Iran: 0,03%
Turchia: 0,05%
Marocco: 0,09%
Cambogia: 0,14%
Finlandia: 0,19%
Bangladesh: 0,22%
Estonia: 0,44%
Etiopia: 0,78%
(Percentuale relativa alla presenza dei cattolici)
Per la Cina la proiezione e’ stata effettuata su 4 milioni e 700 mila cattolici “fedeli” a Roma ed e’ inferiore allo 0,5%.
In Afghanistan la comunita’ cattolica e’ formata da 250 persone.
Topics: Dibattiti, Religione/Religioni | 9 Comments »

Gennaio 18th, 2012 alle 17:56
Dio viene per la gioia dei Poveri mica per la gioia dei Cardinali o stipendiati di nessun grado o livello!
Settembre 27th, 2011 alle 10:05
Le attuali religioni, intese come strumento di potere spirituale da affiancare a quello temporale, sopravviveranno ancora qualche decennio ma, a seguito di una crescita culturale globale, dovranno lasciare il passo a delle nuove varianti degli attuali credi o rischieranno l’estinzione.
I mussulmani fanno proseliti perchè il loro potere di divulgazione è più penetrante e vicino ai fedeli ovvero sul campo ed in mezzo a loro; ma la maggior parte dei nuovi convertiti sono paragonabili agli indios del Sudamerica che venivano convertiti oppure sterminati (oggi magari sono solo ostracizzati). Quindi questi proseliti sono quantomeno instabili e temporanei e destinati a seguire l’evoluzione del resto delle religioni, ovvero la decadenza.
Gli stati ‘ricchi’ cioè quelli dove impera il materialismo sono allo sbando dal punto di vista etico e morale ed il pericolo di riavvicinarsi alle religioni classiche sarebbe forte ma credo e spero che l’uomo possa compiere un balzo culturale e conoscitivo tale da fare mettere definitivamente da parte tutte le chiese e le loro gerarchie per cercare una dimensione spirituale più evoluta che prescinda da qualsiasi ‘rappresentante in terra di dio’.
Il resto del mondo seguirà a ruota a distanza di pochi anni, grazie alle tuove tecnologie delle telecomunicazioni non si potrà tenere popoli interi soggiogati usando il potere della religione e dell’ignoranza.
Ad esempio credo che presto le donne mussulmane pretenderanno i loro diritti di voto, di scelta del marito e di libertà di lavoro. Così come in tutti gli stati ed in tutti gli aspetti della società ci saranno cambiamenti e l’attuale processo di laicizzazione della vita subirà un’accellerazione destabilizzante per i poteri clericali in tutto il mondo.
Aprile 20th, 2011 alle 10:45
«L’esame dei numeri non ci consente di formulare un giudizio sulla tenuta della fede». Ecco, questa risposta mi trova concorde anche per una mia considerazione e cioè : al di là delle statistiche, che tecnicamente saranno vere, come la fede è uscita dalle catacombe, da quei cristiani nascosti, e ha percorso il tempo per secoli, quando non per vie maestre ma per sentieri tortuosi, e come il fenomeno carsico, l’acqua della fede è emersa sempre in superficie, in mille rivoli ovunque anche nei luoghi impensati e sempre sorprende il modo nuovo in cui scaturisce questa presenza del Cristo a confermare vere le sue parole: “attirerò tutti a me”!! Senza di lui non ci sarebbe Resurrezione dell’UOMO , è questa la cosa grande che la croce ci guadagna; a volte difficile è il portarla ma ci innalza a una vita superiore, addirittura eterna come la Sua, e tutto questo a dare significato alla nostra esistenza che altrimenti sembrerebbe priva di significato malgrado successi, guadagni, onori e vittorie. Infatti perché faticare tanto se tutto finisce, soffrire per chi e per che cosa fare tanta fatica. Grande cosa è dunque la fede e, se non la si possiede vale la pena di faticare per trovarla!!. E ciò avviene , può avvenire anche con il “passa parola” evangelico . Al di là dei numeri, trovo già questo un miracolo, che a distanza di duemila anni sia ancora Presente, e forse non stà a noi contare in quanti ci troviamo a camminare sulla Sua strada verso il Regno, ma a Lui il Pastore, contare le sue pecore. L’importante è fare ognuno la nostra parte a potergli dire di aver impiegato i nostri pochi talenti investendoli nella sua Banca.
Francesca Buona Pasqua
Aprile 18th, 2011 alle 20:06
quali stati hanno come religione quella cattolica??
Febbraio 26th, 2010 alle 21:08
[...] dati apparsi su RaiVaticano alla fine dell’agosto scorso non lasciano grandi spazi all’ottimismo, anche se oltre Tevere [...]
Ottobre 5th, 2009 alle 07:39
Molto interessanti i dati, denota una chiesa in crescita.
Mi servirebbe per un’articolo l’età media dei sacerdoti:in Italia, in Europa e nel mondo. Grazie!
Settembre 4th, 2009 alle 20:13
Dio sembra congedarsi dai ricchi, dalla società del benessere, per diventare sempre più speranza per i poveri e gli ultimi.
Ho estrapolato questa frase che per me è frase di grande consolazione, il Vangelo ne è pieno ed è proprio con questa frase che ho riflettuto su quanti poveri ci sono nel mondo. Non soltanto poveri perchè manca loro il cibo o il denaro ma poveri perchè non trovano l’abbraccio spirituale nei loro drammi famigliari. Se si pensa ai separati conviventi e divorziati risposati purtroppo in continuo aumento, se ci mettiamo pure il dramma dell’aborto, si vedono chiaramente le sofferenze nell’animo della gente. Quanti vorrebbero essere vicini alla chiesa ma avendo fatto nel passato scelte sbagliate dopo la separazione, si sentono esclusi pur sapendo che possono entrare in chiesa e ascoltare la santa messa. Ormai ci sono due tipi di famiglia: quella abbracciata dalla chiesa e quella invece che si sente guardata dalla finestra. Che bello sarebbe alla fine di questo anno sacerdotale aprire un mese o due proprio per i separati conviventi e divorziati risposati facendoli così partecipi della consolazione e della speranza, la chiesa che chiama a se tutti. Molti dei risposati ormai in chiesa non vanno più, sarebbe un buon modo per avvicinarli alla Parola ed alla preghiera con l’amore. Non so, forse sbaglio, forse sogno, però penso che se non si farà qualcosa anche per queste persone, i loro figli non conosceranno mai l’amore che la chiesa offre perchè allontanati proprio dai giudizi negativi sentiti in famiglia. Grazie
Settembre 4th, 2009 alle 14:30
Europa terra di missione, eccome!. Da tempo ormai si è separato Cristo dalla nostra vita, Dio non c’entra si dice. Altro che voler convertire i musulmani, cerchiamo di portare Cristo nelle scuole, sul lavoro, tra gli amici e in famiglia con la perseveranza della preghiera, la coerenza della nostra fede e l’amore. Ben vengano dunque i politici che seguono le radici cristiane, ben accetti pure gli insegnanti che con tatto fanno capire ai giovani l’importanza del credo. Ha ragione Matteo, se non ci si guarda un poco negli occhi cercando di cambiare nei modi e nelle scelte di vita, non passeranno 50 anni e le chiese si ridurranno di un terzo. Spero sempre nella provvidenza, può essere questo un tempo per poter volgere il nostro cuore verso obiettivi sani per l’essere umano. Grazie.
Settembre 3rd, 2009 alle 10:48
Fra i passi che mi hanno colpito nell’articolo, ne scelgo uno: ‘tra mezzo secolo molte congregazioni saranno scomparse’. Il rischio è che accada forse anche in anticipo. Fa molto riflettere la cosa.