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L’epistolario di Giovanni Paolo II a Wanda: un Papa “innamorato” delle donne

By Rai Vaticano | Giugno 12, 2009

La profonda amicizia di un Papa con Wanda Poltawska.

Ma non c’e’ solo l’epistolario che, secondo alcuni, ora rallenterebbe il processo di santificazione del grande Papa. C’e’ san Padre Pio da Pietrelcina. Fu per Wanda Poltawska, malata di cancro, che l’allora vescovo di Cracovia imploro’ il “frate con le stimmate”. Vi raccontiamo una storia incredibile, bella come un romanzo, sospesa fra cielo e terra.

 <<Venerabile padre, ti chiedo di pregare per una certa madre di quattro ragazze, che vive a Cracovia in Polonia (durante l’ultima guerra fu per cinque anni nei campi di concentramento in Germania) e ora si trova in gravissimo pericolo di salute, anzi di vita a causa del cancro. Prega affinché Dio, con l’intervento della Beatissima Vergine, mostri misericordia a lei e alla sua famiglia. In Cristo obbligatissimo Karol Wojtyla>>.
La lettera porta la data del 17 novembre 1962. La scrive dalla <<Curia metropolitana cracoviensis>> Karol Wojtyla, giovane vescovo di appena 42 anni. E’ la richiesta fatta a padre Pio da Pietrelcina per ottenere la guarigione di Wanda Poltawska, l’amica di una vita e una delle sue piu’ fidate collaboratrici. E’ un latino frettoloso quello di Wojtyla, seppur chiarissimo: “Venerabilis pater … ergo te oratione …, nunc in periculo gravissimo sanitatis …”.

Lo scritto è custodito come una reliquia dai padre cappuccini di S. Giovanni Rotondo ed è considerato una delle più alte testimonianze dei poteri miracolosi del frate con le stimmate. La vita di due santi che si incrociano e quasi si sovrappongono, san Padre Pio e Karol Wojtyla poi Giovanni Paolo II, e la parabola straordinaria di una donna, Wanda Poltawska, psichiatra infantile premiata più volte per i suoi studi e universalmente conosciuta per l’epistolario che ha tenuto con Giovanni Paolo II. Centinaia di lettere che raccontano un rapporto fraterno e di amicizia durato ben 55 anni, una corrispondenza che non ha precedenti nella storia dei Papi e che richiama, quasi per un gioco di specchi, i rapporti intercorsi nella storia anche religiosa, fra grandi uomini e grandi donne.

Amicizie spirituali che, spesso, hanno irradiato cultura e civiltà, hanno innalzato cattedrali di pensiero, hanno dato slancio alle anime assetate di assoluto, quello slancio che solo i santi sanno sentire e vivere. Di quell’epistolario si conosce poco. La Poltawska, 88 anni portati con lucida forza interiore, e che io stesso ho conosciuto personalmente in Polonia,  ha conservato con caparbietà’ tale raccolta di scritti  come il ricordo più vibrante ed intimo dell’<<amico Karol>>, del giovane sacerdote filosofo incontrato una volta in confessionale e di cui si “innamorò” seguendolo fino agli ultimi istanti di vita nella sua stanza al terzo piano del Palazzo Apostolico in Vaticano.

Ora la Congregazione per le Cause dei Santi reclama quelle lettere, quasi a completare il ritratto di un uomo e di un Papa che il sentire comune ha già proclamato santo. Le vuole esaminare, facendo notare che ciò porterà ad un probabile (anche se non certo ) allungamento dei tempi per la causa di canonizzazione. Ma a prescindere da questo “slittamento “ (che chi scrive ritiene improbabile ), la vicenda di Wanda si iscrive perfettamente nella biografia umana e spirituale di Papa Wojtyla. Il più “femminista dei Papi”.

Solo lui poteva immaginare una lettera apostolica come la “Mulieris Dignitatem” o la “Lettera alle donne” durante l’Anno Internazionale della Donna o, ancora, quella lettera tormentata inviata alle donne della Bosnia-Erzegovina, durante la guerra nei Balcani, dove le implorava a non abortire, pur portando sul corpo i segni della violenza subita e nel grembo il seme del nemico di sempre. Baci, abbracci, carezze, danze, karaoke. Mai un Papa, come Giovanni Paolo II, e’ stato così “fisicamente” vicino alle donne. La naturalezza di un uomo sorpreso dal “genio femminile” che ha sempre cercato di condurre una vita “normale”.  <<Dal primo istante che l’ho visto – spiega Wanda Poltawska al quotidiano “La Stampa”– sapevo che sarebbe diventato santo. La sua santità era evidente, irradiava una luce interiore che era impossibile nascondere>>.

Ma torniamo a Padre Pio. La lettera del vescovo Wojtyla viene consegnata in Vaticano ad Angelo Battisti, amministratore della Casa Sollievo della Sofferenza. La porta a San Giovanni Rotondo e la legge al cappuccino. <<Ad un certo momento - ricorda Battisti - il padre abbassando la testa e guardandomi con i suoi occhi profondissimi disse: “Angiolino, a questo non si può dire di no”>>.

Il 28 novembre, sempre del 1962, Karol Wojtyla scrive una nuova lettera. Il tono è pieno di gioia. <<Venerabile padre, la donna abitante a Cracovia in Polonia, madre di quattro ragazze, il giorno 21 novembre, prima dell’operazione chirurgica, e’ guarita all’improvviso (“repente sanitatem”). Rendiamo grazie a Dio. E anche a te padre venerabile porgo i più grandi ringraziamenti a nome della stessa donna, di suo marito e di tutta la sua famiglia. In Cristo, Karol Wojtyla, vescovo capitolare di Cracovia>>.

E’ il prodigio straordinario, quello che il futuro Papa considera un intervento miracoloso. Karol Wojtyla conosceva bene Padre Pio. Nel 1948, a Roma per completare gli studi, trascorre le vacanze a San Giovanni Rotondo. Assiste alla messa del frate cappuccino, si confessa da lui, riceve la confidenza che, oltre alle stimmate, sulla sua spalla destra ci sono i segni e le piaghe della croce che Gesù’ porto al Calvario. Nessuno sa di queste ferite se non dopo la morte del frate cappuccino.

Nel 1962 la corrispondenza fra i due. Nel 1974 Wojtyla, diventato cardinale, celebra il ventottesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale sulla tomba del religioso scomparso. Nel 1987 Wojtyla va a San Giovanni Rotondo da Papa. Un intersecarsi di storie belle come un romanzo sospeso fra cielo e terra. E’ ancora Angelo Battisti ad illuminarci. Per ordine di Padre Pio conserva le due lettere di Karol Wojtyla. <<Passarono sedici anni – ricorda il Battisti – e mi ero quasi dimenticato di averle. Quando la sera del 16 ottobre 1978 sentii annunciare al mondo il nome del nuovo Papa, mi venne quasi un colpo. Il nome era quello di Karol Wojtyla. Quel vescovo polacco che mi aveva dato le lettere da consegnare al frate con le stimmate per chiedere la guarigione di una donna di Cracovia. Pensai immediatamente alla frase di Padre Pio. “A questo non si può dire di no” e mi vennero le lacrime agli occhi>>.

Il 21 giugno, arriverà in pellegrinaggio anche Papa Benedetto XVI. Due personalità, apparentemente opposte, a confronto. La calda e mediterranea religiosità del cappuccino di Pietrelcina e la rigorosità del Papa teologo.Un altro miracolo – a bene guardare – di san Padre Pio e di un Papa che ha sempre preferito essere un uomo.

Giuseppe De Carli

<<DUSIA>>, AMICA DI KAROL SINO ALLA FINE

Una vita accanto a Karol. Wanda Poltawska, nata a Lublino il 2 novembre 1921, proviene da una famiglia polacca cattolicissima. Viene arrestata e internata nei campi di concentramento nazisti dove vi rimane per circa cinque anni fra sofferenze inenarrabili. Wojtyla la conosce appena nominato vicario nella chiesa parrocchiale di S. Floriano a Cracovia. Wanda si sposa con Andrei e la coppia diventa, per il giovane sacerdote, rimasto solo al mondo, una sorta di famiglia adottiva. Si laurea in medicina e consegue la specializzazione in psichiatria. Comincia a tenere lezioni alla Pontificia accademia Teologica di Cracovia, insegna alla Pontificia Università Lateranense di Roma e si appassiona sempre di più alle ricerche sulla famiglia e sull’amore di Karol Wojtyla. Incontra Giovanni Paolo II innumerevoli volte in Vaticano e durante le sue nove visite apostoliche in Polonia. Gli e’ stata accanto per settimane dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Dell’ultimo anno di vita di Papa Wojtyla, Wanda, chiamata col nomignolo di “Dusia” (sorellina), più di metà lo trascorre a Roma, E probabilmente e’ stata al capezzale del Papa morente il 2 aprile del 2005. Il sigillo di una vita che ha sfidato il tempo per accendersi di una luce d’eternità.

Topics: Personaggi |

4 risposte per “L’epistolario di Giovanni Paolo II a Wanda: un Papa “innamorato” delle donne”

  1. antonio scrive:
    Gennaio 21st, 2010 alle 16:10

    storie di vita vera, uomini e donne non comuni per le forti esperienze fatte: Un libro che và letto al contrario per capire e spiegare a se stessi tutte queste importanti coincidenze che portano a rendere “grandioso” un essere umano. Solo per i casi strani della vità ho avuto la grandissima fortuna di sfiorare Padre Pio e di essere guardato negli ochhi mentre io guardavo Lui dal Santissimo Papa Giovanni Paolo II. Momenti indimenticabili che rivivo sempre con forte emozione. Un Papa uomo meraviglioso; un fraticello grande e potente per mandato divino, due contemporanei che hanno segnato pagine importanti delle nostre vite di tutti i giorni. Chi può mai dimenticare la partecipazione con la quale la gente normale ha vissuto i momenti difficili di questi santi uomini: vita, morte, miracoli cose che normalmente si studiano nei libri di storia, noi li abbiamo vissuti partecipando attivamente con le nostre emozioni, i nostri sentimenti…anche questo momento in cui scrivo e mi ricordo di loro è un momento per me specialissimo…prego per loro e li ricordo con “speranza”

  2. rosy scrive:
    Gennaio 10th, 2010 alle 09:56

    grazie per quanto scritto.

    per favore mi potreste scrivere il titolo esatto del libro che raccoglie queste lettere.
    buon lavoro e ancora grazie
    rosina rosetta (proprio il mio cognome e nome)

  3. Enza Pasquali scrive:
    Giugno 15th, 2009 alle 21:35

    Grazie infinite Dott. De Carli, grazie a tutta Rai Vaticano per portare a conoscenza dei distratti, l’operato, la spiritualità, la bontà e la simpatia dell’amato GPII. Quando Dio chiama e il chiamato dice il suo totale si, ecco che avviene quello che Gesù disse: se aveste tanta fede quanto un granello di senape, spostereste le montagne. Carol è riuscito a spostare altro che montagne….
    Grazie caro Carol, hai amato le donne, ci hai dato dignità, ci hai sorrette nei momenti difficili e hai pure dedicato a tutte noi una bella lettera. Hai amato l’essere umano come tutti noi dovremmo fare, rispettando perdonando e pregando per tutti quelli che ci fanno del male. Dal cielo prega per tutti noi, ma sostieni e proteggi il tuo successore così amato, ma anche molto criticato. Grazie a tutti Enza

  4. Miriam scrive:
    Giugno 13th, 2009 alle 13:27

    Un Papa ed una donna capaci di un’amicizia - forse anche di un amore teologale - semplicemente bellissimi, dono di Dio per le loro anime fedeli e per chi, con rispetto e condivisione potrà essere ammesso a leggere qualche stralcio delle loro comunicazioni che sono state pubblicate… probabilmente la maggior parte non le conosceremo mai, ma si tratta di uno dei ’sorrisi’ della storia

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