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Alda Merini, donna di confine

By Rai Vaticano | Giugno 9, 2009

E’ ormai diventata una icona, un mito. Genio e follia di una donna che ha fatto l’esperienza sconvolgente del manicomio: ventisette ricoveri e qundici anni in un istituto psichiatrico. Una cicatrice dell’anima che ha trasfigurato le sue liriche solcate da vibrazioni commosse e da lampi di intensa intimita’. Nella sua casa di Milano, fra un disordine indescrivibile, parla di se’, dei suoi amori, delle sue pene, dell’incanto del presepio, del fascino che su di lei hanno esercitato la figura di Maria e di Gesu’. Una voce universale che vive nell’indigenza e nella solitudine.

 

“Sai, io sono una mezza benestante. Una sciupona a cui piace fare del bene. Mi ha fatto molta tristezza l’ultimo Natale. Un po’ perche’ non godo di molta salute. Sono piagnucolosa. Non mi nuovo e non vedo le vetrine”. Fuma Alda Merini nella sua casa di Porta Ticinese sul Naviglio Grande a Milano. Fuma e sorseggia acqua brillante di cui va pazza. Gia’, la pazzia che e’ una forma di una lucidita’ mentale superiore. Genio  e follia sono uno dei luoghi letterari  fra i piu’ frequentati ed imperscrutabili. Alda, settantasette anni, fuma e vive in pochi metri quadrati. Non e’ una casa , e’ un casolare di citta’; starei per scrivere: una catapecchia, un cumulo di oggetti, mobili, carte polverose, fotografie, dediche appiccicate sui muri. Un “bric à brac” domestico indescrivibile.

In questo perimetro vive isolata. Isolata dai vicini e dal mondo. La radio per ascoltare-musica, la TV sommersa dalle scartoffie e, unico collegamento con l’esterno, il telefono. Non si sa se per indifferenza o per scelta, nel cuore della Milano popolare vive la piu’ grande poetessa vivente, quella che ha consegnato in pagine trapassate di afflato lirico, il mistero di Maria, di Gesu’, di alcuni santi.

Una donna “border line”, una donna di confine. “Io andro’ scalzo a salvare le fondamenta di Dio, ma soprattutto voglio salvare il tuo volto, e celebrarlo e scomparire nella profondita’ delle tue mani”. E’ un inno a san Francesco, scolpito con frasi fulminanti dalla Merini. Icona della poesia, per lei stravedono artisti ed intellettuali e le piu’ grandi realta’ istituzionali fanno a gara per averla. Le ultime apparizioni a Lodi, una serata sospesa, fra gags e profondita’ abissali, nella cornice del festival della letteratura al femminile. Standig ovation ad Assisi con Lucio Dalla in un connubio incantato, fra musica e parole. “Il suo Magnificat – racconta Paola Pitagora – mi ha folgorato”.

Una voce, quella della Merini, che sembra provenire da uno spazio cosmico, rarefatto, solcato ora da vibrazioni commosse e ora da lampi  di intensa intimita’ col lettore, quasi a dimostrarci che nessun mistero si puo’ svelare e comprendere se non sappiamo offrirgli in cambio la nostra autenticita’. Incontrare la poetessa e’ un evento, una avventura umana e spirituale. Il Natale, il manicomio, Maria, vergine e madre dal corpo sensuale, la femminilita’ e altro ancora.

“Da bambina – confessa la Merini – volevo entrare in convento. Ero una divoratrice di vite di santi e mi attraeva la clausura. Il manicomio era un po’ come ritirarmi nel mio habitat naturale. Poi mi sono sposata ed ho avuto delle figlie. Nel frattempo avevo conosciuto il bel mondo della letteratura: Sereni, Betocchi, Turoldo, Raboni, Ravasi, Maria Corti.

“La Madre, quella che come me mangio’ la terra del manicomio credendola pastura divina, quella che si lego’ ai piedi del figlio per essere trascinata con lui sulla croce e ne venne sciolta perche’ continuasse a vivere nel suo dolore”. E’ un frammento  del tuo “Poema della Croce”. Quanti anni sei stata in manicomio ?
 
“Quindici anni con ventisette ricoveri. Mi mandavano a casa e tornavo indre’, come si dice in milanese. Ho scritto diverse poesie su quel periodo. Grazie a Dio, da quelle sbarre non entravano curiosi. Solo qualche uccellino che moriva fra le nostre mani. Io sono stata miracolata e mi ha aiutato una suora che mi ha riconosciuto. Per quindici anni non ho potuto scrivere. Nemmeno un foglio di carta. Una penna. Nessun oggetto contundente. Solo camicie di lino aperte sul di dietro. Non avevamo mai freddo e ci volevamo bene”.

Sei un animo “naturalmente” religioso…

“Sono una fatalista. Credo che Dio non abbandoni nessuno, nemmeno la formica. Credo nella Divina Provvidenza. Capisci? ”

Maria, uno dei piu’ affascinanti enigmi della cristianita’, ti ha appassionato.

“E’ la donna meravigliosamente dotata di intelletto, la grande ascoltatrice, la terra macerata dal dolore che produce molte lacrime e la resurrezione. Dalle lacrime viene questa spinta verso l’alto. Solo raccomandandosi e abbandonandosi in Dio si superano certi abissi. E’ la donna della donazione  assoluta che accetta un figlio che dovra’ rendere. Un po’ come tutte le madri.

In filigrana c’e’ la tua esperienza.

“I miei figli li ho amati piu’ di me stessa. Quando padre Davide Maria Turoldo ha battezzato la mia primogenita mi ha detto: “ E’ la piu’ bella poesia della tua vita”. I miei figli sono stati l’incipit di tanti sacrifici…”

“Dio e’ l’usignolo che cade per terra, io come lui verro’ mangiato dalla bocca dell’uomo, diventero’ pane”. E’ una lirica di “Cantico dei Vangeli”. E’ dedicata a Gesu’.

“Diventero’ pane”, certo. Sono stata una donna molto desiderata e anche molto offesa”.

Quanti uomini hai avuto?
 
Esattamente ventiquattro. Uomini che mi hanno amato. Non potevano amare la mia poesia senza amare la mia carne.”

Tutt’altro che una donna platonica ?

“Sono passionale. Quasimodo diceva: “Voi poeti siete gli avventurieri dell’anima”. Mi sono invaghita di tanti uomini, perche’ erano bellissimi, dentro e fuori”.

La poesia non rende ricchi. Ti dispiace?

“La ricchezza e’ un ingombro. La Madonna e’ sempre rimasta povera ed io sono un po’ come lei. E’ stupefacente il racconto della Sacra Famiglia. Di un uomo che prende in consegna un figlio non suo. Il dubbio di Giuseppe e’ fantastico, soprattutto oggi dove tutti hanno paura di corna e  tradimenti… Ricordo il film : “Domani e’ troppo tardi” con quei due ragazzini che si danno il primo bacio. Non avendo una educazione sessuale lei si crede incinta. E’ stupendo come poesia. La Madonna era pura: “Io non conosco uomo”. Sa ,pero’, che esiste il piacere. La Madonna non vorrebbe rinunciare. Ma  dev’essere amore, senno’ diventa vizio”.

Il tuo piu’ grande difetto?

“Non ne ho, perche’ non capisco niente”.

E il pregio? 
 
“Turoldo mi diceva che non pecco perche’ sono indolente. Quando pero’ mi metto a lavorare…”

Il piu’ bel complimento?

“Lei e’ una bugiarda. Pasolini mi definiva quel “ragazzaccio milanese”. Manganelli la “bakunina”. Avevo un carattere tremendo, ma gli uomini mi sono simpatici; sono dei camerati. Con loro ho sempre avuto un bell’impatto. Sono solo i miei figlioli che non mi comprendono come poetessa. “Se facevi la pasta in casa l’era mei” mi ripetono”.

Non vivi in una reggia. Anzi…Non ti piacerebbe una casa piu’ bella ?

“Il Comune mi manda una minestra che e’ buona da buttare via. Vorrei solo avere un locale in piu’ annesso al mio per mettere dentro la mia “bagarre”, le cose che tengo da conto e che non interessano a nessuno”.

Di cosa hai bisogno?

“Della “stua”, di una stufa e di quaranta gelati. Beveraggi e acqua tonica. Amo ubriacarmi d’acqua. Poi dei miei figli attorno a un tavolo. E poi ancora…”

Che altro?

“Vorrei il mio gas. M’hanno tolto il contatore. Un giorno a quelli del Comune ho detto “sono alla canna del gas” e il contatore e’ sparito. Chissa’ cosa hanno capito”.
 
Giuseppe De Carli

UN LIBRO DAL FANGO

E cosi’ nascono i libri, nell’amore,
e cosi’ nascono i libri che nessuno legge mai,
e cosi’ il libro prima di nascere Dio lo deposita in te
come un manciata di fango che diventa luce.
Domandano tutti come si fa a scrivere un libro.
Si va vicino a Dio e gli si dice:
feconda la mia mente, mettiti nel mio cuore
e portami via dagli altri, rapiscimi.
Cosi’ nascono i libri, cosi’ nascono i poeti.

(dalla raccolta “Corpo d’Amore”, 2001)

Topics: Personaggi |

Una risposta per “Alda Merini, donna di confine”

  1. Alda Merini: il rapporto con il sacro e la spiritualità nella sua opera poetica « SPIRITUAL SEEDS scrive:
    Novembre 2nd, 2009 alle 06:22

    [...] interessante intervista che dimostra la sua attenzione alla religiosità è disponibile qui. In essa la poetessa milanese parla tra l’altro di Maria con parole che toccano il cuore: “E’ [...]

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